Objekt : Guida di Firenze, approvata dal Municipio

IL  BARGELLO  -  MUSEO  NAZIONALE.
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Il  Museo  Nazionale  deve  la  sua  origine  a  un  decreto  del
governo  toscano  nel  1859  :  esso  occupa  esclusivamente  il  palazzo -
  del  quale  faremo  il  giro.  (Catalogo  speciale,  3  lire.)
Il  restauro  e  il  complemento  degli  stemmi  e  delle  altre
pitture  decorative  sono  di  Gaetano  Bianchi.
Pianterreno.
Dalla  Via  del  Proconsolo  si  entra  subito  nella  gran
Sala  delle  armi.
Le  vendite  e  le  dispersioni  (1773-1780)  hanno  di  molto  ridotto -
  la  ricca  collezione  dei  Medici.
Su  quelle  che  restano  si  possono  leggere  i  nomi  di  81  armaiuoli -
  italiani  e  forestieri.
Ai  pilastri:  trofei  con  le  bandiere  (moderne)  delle  antiche
milizie  fiorentine:  alle  pareti  corazze  e  copritesta  dei  100  alabardieri -
  del  granduca  :  quelle  tinte  di  nero  sono  state  falsamente -
  attribuite  alle  Bande  Nere  comandate  da  Giovanni
de’Medici  ;  sono  armi  da  trincea  del  secolo  XVII.
2°  pilastro:  armatura  in  ferro  con  figure  in  rilievo  (l’Abbondanza -
  sul  petto),  animali  e  fogliami  ;  la  celata  a  testa  d’orso
avrebbe  appartenuto  a  Carlo  V:  l’elmo,  la  targa  e  il  dorsale -
  sono  nella  seconda  vetrina.
Cannone  doppio  detto  San  Paolo,  fuso  a  Firenze  dal  Cenni
nel  1638  a  destinazione  di  Livorno,  da  dove  passò  a  Tunisi:
donato  dal  Bey  nel  1867  al  re  Vittorio  Emanuele.  Il  suo  simile,
detto  San  Pietro,  è  alla  Spezia.
Seconda  sala  delle  armi.  Nella  vetrina  una  ricca  sella  e
un  finimento  del  secolo  XVII.
II  Cortile
colla  sua  pittoresca  architettura,  le  sue  colonne,  le  sue  alte
mura,  la  sua  loggia,  il  suo  scalone  al  quale  fa  guardia  il  Marzocco, -
  tagliato  dal  cancello  coll’architrave,  sormontato  da  due
leoni  e  da  Santa  Caterina  della  Ruota  in  memoria  del  tribunale -
  della  Ruota,  le  sue  ricche  decorazioni  araldiche,  è  più
che  conosciuto  generalmente.
Vicino  al  pozzo  eravi  anticamente  il  patibolo,  che  il  granduca -
  Pietro  Leopoldo  fece  bruciare  con  gli  istrumenti  di
tortura  il  5  luglio  1782.
Sotto  il  portico:  braccio  di  lampada  in  ferro  fuso  (secolo -
  XVII),  di  Guido  Serafini  d’Aquila.  —  *  Monumento  capriccioso -
  composto  di  due  basi  (l’inferiore  del  Tribolo),  sormontato -
  dalla  statuetta  l’Architettura  di  Giambologna.
            
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