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ghezza, e disegno, che rende stupidi chi li vede. In essi si rimira una
Processione del Corpo di Cristo, dove sono da 200. teste cosi ben disegna
te , e miniate, che rendono maraviglia . Oltre a questa vi sono molte altre -
pitture miniate, stimate da gli Artefici molto eccellenti. Le loro mani -
ancora a' nostri tempi si conservano in una cassetta in Sagrestia per
memoria del valor mostrato in quel modo di scrivere, e di miniare l’anno
1346.. Queste furono benedette da Leone X. Sommo Pontefice l'anno 1515.
quando si portò alla visita di questo Monastero, restando cosi ammirato
della bellezza, e maestria di detti libri, che disse a i Cardinali, che se
o fossero ſtati all'uſo della Chieſa Romana, come erano alla Monastica, gli
.
averebbe presi col porvi sopra ogni nota un Giulio. Allievo di questo
fu un'altro Don Jacopo Franceschi Nobile Fiorentino, che si vesti il di 28.
Ottobre 1350., che fu eccellente scrittore di detti libri; e mori il di 22.
ILuglio dell'anno 1396.; come si ricava dal registro segnato M. di detto Monastero -
a c. 37. ove sono queste parole : Omnium Scriptorum suo tempore existentium -
gloria; cujus industria, ac indefesso usque ad mortem labore abundantia -
omni genere librorum Ecclesia nostra refloret.
Non solo fecero gli antedetti i 20. libri da Coro, che sono in detto
noid Monaſtero; ma ancora molti altri, che sono nel Duomo di Firenze; in
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S. Mattia, e in S. Michele di Venezia; al Monte a S. Savino; nel Monastero -
di S. Maria di Vertighe; in Pisa nella Primaziale; come dice Giorgio -
Vasari nella seconda parte delle vite de’Pittori a c. 24. Ne fa menzione -
nella sua Cronica manoscritta ancor Don Tommaso Mini, quando tratta
up ib di questo Monastero.
Illustrò molto questo sacro Luogo un tal Don Pietro di Vanni da Ca-Ilenzano -
(o.
gi detti de’ Ginori ) Nobil Fiorentino , Religioso di santa vicita, -
che si vesti nel 1342. il di 7. Luglio . Discorrendo questi un di colla
Beata Paola intorno a come era veſtito Gesù Chiſto da lei veduto più volaite, -
li rispose , che aveva un mantello azzurro con nastri d’oro, tanto luanod -
cente , che pareva coſa celestiale; come dice l’Abbate Razzi nel libro de
Beati dell'Ordine a c. 88.
Finalmente Filippo, dopo aver’incominciata la nuova fabbrica, fu fieiramente -
aſſalito da una mortale infermità, che lo riduſse all'estremo di sua
nidvita , e andò a godere i beni interminabili del Paradiso il di 17. Gennaro
dell'anno 1348., come si ricava da detto registro a c. 42. Meritò i pianti
nuniverſali di tutti i Cittadini, che per la sua santissima Vita molto l'amaonnuvano. -
Ebbe in Capitolo onorevole sepoltura.
Giovanni di Neri Partucci da Carmignano, Nobile Fiorentino, Mooonnaco -
di somma bontà, e virtù fu da tutti i Vocali eletto Priore di questo
oMMonaſtero; ma egli , che sommamente abborriva un tal posto, su bitamenate -
rinunziò, con dire, che voleva orare di continuo per l’ anima di Neri
oul suo Genitore, che era passato all’altra vita. I Padri, conosciutolo molto -
atto a un tal governo , non vollero accettare la rinunzia, chiamando a
Firenze Gio. Generale per farlo accettare; il quale fece il possibile per sodisfare -
i Monaci, ma tutto in vano, per l'istanze grandi, che egli fece
di lasciarlo vivere nella sua quiete
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Don