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FORMAZIONE
più compatti, e saldi, come alla Chiusa descr. a c. 7.
e come ad altre Chiuse da descriversi in appresso,
hanno stentato molto ad aprirsi un angusto passo.
Che coſa penseremo noi intorno alla formazione
di questa bizzarra sorta di pietra, composta in certa -
maniera di frammenti, e scappiole non legate insieme -
da un glutine lapideo comune, ma isolate a
guisa degli scarichi di scappie delle cave della Golfolina, -
e solamente combaciantesi in qualche faccia,
sicchè tutta la maſsa apparisce piena di peli e crepature -
minutissime; come se fosse fermentata. Le bellissime -
riflessioni del Signor de Buffon , non si possono -
applicare alla soluzione di questo Problema. Ei
pensa che le fessure perpendicolari, le quali si osservano -
ne' filoni de' monti, e negli strati delle Colline, -
dipendano da rotture seguitevi perchè il filone, -
o strato sottoposto abbia ceduto, e per conseguenza -
ſi debbano spiegare come i fessi e peli delle
muraglie per difetto de'fondamenti. Ciò in molti
casi è verissimo, e se ne osservano le riprove in grandi -
montagne; ma mi sia permesso il dire, che perlopiù -
le fessure, o gl' intervalli che si vedono tra un
masso e l'altro de' componenti un qualche filone, sono
cagionati dal più stretto e tenace contatto che hanno
preso le particelle della pasta molle della pietra, nell'
atto di coagularsi ed impietrire, a proporzione della
maggiore o minore sfera d'attività della causa lapidifica. -
Io ne avvertii qualche cosa in varj luoghi di
queste Relazioni, e specialmente nel T. I. in parlando -
a c. 107. della struttura degli strati di Tufo, e a
c. 112. di quelli di Creta, e a c. 44. del T. III. parlando -
de Cristalli di Montieri: Adesso poi mi persuado -
ſemprepiù che il fatto stia cosi, e che questo
sia il generale e semplicissimo meccanismo, col quale -
(1) Histoie Natur. Gen & Part. T. I. pag. 567.