fullscreen : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

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DellIſtorie  di  Genoua,
grande  ardore  d'animi,  e'l  di  seguente,  come  scopersero  l'armata  nimica
alzato  lo  ſtendardo  ſi  drizzarono  verſo  i  nimici,  e  ne  anche  di  notte  allentarono -
  il  cammino,  sperando  di  poter  la  notte  coperti  dal  buio  ritro?
uare  l'armata  nimica  nel  porto  di  Noli  all'improuiſo,  e  disfarla;  ma  abbandonati -
  dal  vento  non  poterono  arriuare  innanzi  di,  e  l'armata  Imperiale, -
  come  vidde  auuicinarsi  la  noſtra,  presa  da  gran  paura,  tagliando  incontanente -
  i  canapi,  e  lasciate  l'ancore,  e  gli  schifi,e  gettate  in  mare  tutte
le  coſe,  che  poteuano  ritardare  il  cammino,  si  pose  in  fuga;e  Genouesi  conoſcendo -
  per  esser  ella  ſcarica,  e  perciò  nauigare  velocemente  di  non  la
poter  rigiugnere,  approdarono  con  l'armata  a  Noli,  e  lodata  la  fede  de
cittadini,  affermando,  che'l  popolo  Genouese  era  per  tenere  eterna  memoria -
  della  fedeltà  loro,  fornirono  la  città  di  gente,  e  dell'altre  cose  necessarie, -
  e  vi  la  sciarono  Capitano  Fulcone  Guerciol,  e  spedite  fregate  per
ogni  luogo  all'intorno,  non  potendo  hauere  certa,  e  ferma  nouella  verso
doue  l'armata  Imperiale,  che  ſpiegate  le  vele  in  alto  mare  s'era  tolta  loro
di  viſta,  haueſſe  diritto  il  cammmo,  ò  verso  quali  porti,  ò  quali  riue  si  fosſe -
  inuiata,  ſe  ne  ritornarono  a  Genoua.  Anſaldo  inteſa  la  partita  dell'armata -
  Genouese  indotto  da  fuorusciti  Albenganesi  assali  la  rocca  dellIsola, -
  che  è  dinanzi  la  città  d'Albenga;  e  perche  non  v'era  guardia  da  contrastare -
  a  tante  forze,  Lanfranco  Bocca  il  Castellano,  senza  aspettarè  d'esſer -
  combattuto,  ſi  reſe  incontanente,  e  Ansaldo  ſpianò  di  ſubito  il  caſtello; -
  e  quindi  partito  tentò  la  terra  di  Ceruo  in  vano,  che  fù  ributtatò  non
senza  danno  da  terrayzani,  che  furono  soccorsi  da  quei  di  Diano,  e  da  alcuni -
  soldati  Genouesi,  e  vi  perdè  vna  galea.  Come  questa  nuoua  s'inteſe -
  a  Genoua  in  vn  momento  fù  rimessa  in  puntò  l'armata  di  cinquant  un
vaſello  tra  galee,  e  galeazze  co  preparamenti  fatti  primà,  sopra  la  quale
s'imbarcò  tutto  l  fiore  della  giouentù,  esi  parti  subitamente;  ma  l'armata
Imperiale,  come  la  scoperse  da  altò  mare,  non  si  tenendo  anche  sicura  nel
porto  di  Sauona  si  pose  incontanente  in  fuga  con  molta  paura;  e  Genouesi -
  la  seguitarono  vn  pezzo,  e  non  potendo  rigiugnerla  si  ritirarono  nel
porto  di  Noli.  Ma  gli  Imperiali  sperando,  che  Genoua  per  la  partita  di
tanta  armata  fosse  rimaſta  vota  di  difensori,  l'altra  mattina  innanzi  di  en
trarono  nel  porto  di  Genoua;  ma  la  ſperanza  riuſoi  loro  vaha;  percioche
i  Genouesi,  che  erano  restati  nella  città,  presero  subitamente  l'arme,  e  correndo -
  da  ogni  parte  al  porto  cominciarono  da  prima  a  far  gagliarda  resiſtenza, -
  dipoi  facendo  l'ultimo  sforzo  ributtarono  gli  Imperiali,  e  fatto
l'uſato  ſegno  nelle  cime  de  monti,  richiamarono  larmata  del  porto  di
Noli;  ma  gli  Imperiali  sospettando,  checiò  fosse  per  auuenire  voltarono
a  dietro,  è  ritornarono  hel  porto  di  Sauona.  La  onde  Federigo  conoscendo, -
  che  per  via  di  mare,  nel  quale  i  Genouesi  erano  più  potenti,  non  gli
era  per  riuscire  alcuna  impresa;  commandò  a  Capitani  di  terra,  e  a  quelli, -
  che  haueuano  cura  delle  cose  sue,  che  facessero  più  crudel  guerra;  che
potessero  al  paese  di  Genbua  da  tuttole  bandes  e  ad  Ansaldo  ancora  haueua -
  ordinato,  che  non  rallentasse  punto  dell  incominciato  sforzo  nellò
ſtrignere  i  Genoueſi  con  la  guerra  marittima,  e  tutti  furono  pronti  a  fare
quanto  fù  loro  imposto;  e  l'Ebuli  mouendosi  dalla  banda  della  Lombardia -
  insieme  co  mascherati  fuorusciti,  e  con  gli  aiuti,  che  hebbe  da  Pauesi,
da
obneie
            
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