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GIORNATA II.
chiesa del Carminello si passa più innanzi alla ch.
sa di S. Eligio, fondata con l’ospedale pei poveri 1
1270, regnando Carlo I d’Angiò, dalla pieta di mo
gentiluomini Napoletani e Francesi. La chiesa adu
que à tre piccole navate, avendo una cappella det
dei macellai del Mercato, dedicata a S. Ciriaco c
bellissimo frontespizio adorno di finissimi arabesc
ed intagli in marmo, da paragonarsi a quelli di To7
maso Malvito da Como e del Pinelli che si amn
rano nel succorpo del Duomo. Le pitture notabili so
quella di Fedele Fischetti, rappresentante la Nas
ta di Gesù con molte figure a lume di lucerna; pi
su tavola, un dipinto in mezza figura del secolo XI
che rappresenta la Vergine della Misericordia. Nel
cappella della crociera a destra si osserva il dipin
del cav. Stanzioni, rappresentante S. Dionigi
Eligio e S. Martino. Nell’altra cappella della croci
ra a sinistra si ammira in figure terzine la copia d
Giudizio Universale del Michelangelo fatto in Rom
eseguita da Cornelio Imet. In ultimo è da vedere
quadro del Solimena, rappresentante S. Antonio Ab
te con la Vergine nell’alto.
Nel vicolo di S. Eligio si va nell’ ospedale , cl
però non lascia nulla d’ammirare, anzi ora vi sare
be uopo una forte riattazione. Non contiene che cil
quanta letti, e si ricevono solo donne.
L’Ospizio fu fondato dal Vicerè Toledo nel 154
per dare alle orfane infelici che stavano racchius
nel monastero di S. Caterina Spina Corona, un luog
più adatto ai loro bisogni, e più largo; ora vi son
riunite più di 150 orfane.
Attiguo alla chiesa vi è un’arco con orologio a doi
pio quadrante, ed un campanile in pietra di pipe
no; si vuole che fosse una porta di tempio pria
Carlo d’Angiò.
Più innanzi nella via, si osserva una gran test