Libro Terzo.
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da Alessandro Vitelli rotti, e dissipati, restando presi li principali di quel
la fattione, li quali poscia patirono la pena degna dell'imprudenza sua.
nel Piemonte non ſegui coſa alcuna, però no laſciarono i Genouesi d'armar -
alcune Galee per esser pronti à gli incerti accidenti, che potessero seguire. -
nel principio dell'Autunno Alfonso Daualo cresciuto di quasi die
ci mila Tedeſchi l'essercito, del quale era Generale, vsci in campo, &
espugnò alcuni luoghi occupati da Francesi. ſoprauenendo il Verno, il
Re di Francia hauendo fatto tregua con Maria d'Austria, e guarito dell'infirmità -
sua, paſsò in Italia conducendo seco li due suoi figliuoli, e quas
tutti li principali Baroni di Francia. IGenouesi di questa venuta del Re
tutti spauentati, & abbattuti, non parendosi ancora fortificati a bastanza -
per reſiſtere alle forze di coſi potente nimico, sollecitano con grande
inſtanza la fabrica cominciata, & danno opera, che le mura per doue pareuano -
più deboli per la vecchiezza, & meno baſtanti alla difeſa, ſi fortifichino -
con somma diligentia di argini, & di bastioni, secondo, che richiedeua -
ciascun luogo all'inimico più commodo: radoppiano i presidij -
nella Città, e di Lombardia aspettauano d'intorno a due mila Tedeschi, -
li quali Giouanni Saluago a nome del Senato haueua assoldati, e già
condotti a Gaui, quando in questo mentre vien nuoua a Genoua, che
Ceſare, & il Re di Francia hanno fatto tregua per tre mesi. quando di
questo si hebbe certezza, Anfaldo Giustiniano per cose publiche, che alla -
conseruatione della dignità, e libertà della Città apparteneuano, vien
mandato in Iſpagna Ambaſciator a Ceſare, & dato licenza a i fanti Tedeſchi, -
restando gli animi d'ogni vno molto quieti. Cosi passò quest'anno. -
Fra questo tempo non cessaua il Pontefice per la quiete vniuersale
di pensare, & trattar la pace per mezi a ciò opportuni, affine , che i due
maggior Principi della Christianità si componessero, & rappacificassero
insieme ; & operò finalmente, che non ricusarono di abboccarsi insieme.
A questo effetto passa in Ispagna il meſe di Marzo Andrea Doria, e conduce -
Cesare in Italia, eleggono Nizza per l'abboccamento, doue il Pontefice -
similmente si risolue d'andare, accioche si come era Auttore, che
conuenissero in questo, cosi etiandio si trouasse presente, e coaiutore ne i
consigli loro. soprauenuta la Primanera, parte di Roma e giunto a Lucca, -
& a Massa riceuuto pur dal Cardinale Innocentio Cybo, quale segui
poi ſempre ſua Santità ſino a Nizza, & arriuato à Sarzana due Procuratori -
della caſa di S. Giorgio Vincenzo Sauli, & Vincenzo Pallauicino
vannogli prestamente incontro, & gli somministrano lautissimamente tut
te le cose necessarie al vitto, & ornamento di quello, e di tutta la sua corte.
Vi ſi trouano in oltre Ambasciatori venuti à nome del Senato per fargli
riueranza Anſaldo Grimaldi, Gio. Battiſta Spinola, Gio. Battiſta Viualdo
Sofia, & Gio. de Marino d'Auagna, no molto dopò gli mandano a Piacen
za Corrado Viualdo Sofia, Giacomo Grimaldi, Giacomo Doria, Hettore
Fieſco, li quali con autorità del Senato gli rendessero obedienza, e significassero -
l'ottima volontà di quello verso sua Santità. gratissima fù queſta -
dimostratione di beneuolenza, e cortesia al Pontefice , & parendogli
occasione opportuna per valersi delle ſoſtanze de Genouesi venne a
Sauona, doue da ſei Oratori, e da Giouanni Saluago, ch allhora era Podestà -