fullscreen : Palladio, Andrea: Antiquitates Urbis Romae ex veterum et recentiorum authorum scriptis breviter collectae

L'Antichita  di  Roma.
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Et  Bonifacio  ottavo  vi  fece  il  castello,  &  Alessandro  sesto  lo
circondo  di  fossi  &  bastioni,  vi  ordino  le  guardie,  e  vi  fece
il  Corridore  coperto  &  scoperto,  che  va  insino  al  Palazzo
Papale,  &  Paolo  terzo  l'ha  ornato  di  bellisime  stanze.
Quello  di  Settimio  Severo  Imperatore  era  vicino  alla  chiesa
SNI
di  S.  Gregorio,  dove  si  vedono  quelli  tre  ordini  di  colonne,
uno  sopra  l'altro,  a  guisa  di  portichi,  &  fu  addimandato  Settizonio -
  da  sette  Solari  che  haveva  l'uno  sopra  l'altro.
CAP.  LXI.
De  Tempui.
Urono  in  Roma  molti  Tempii,  ma  li  piu  celebri  fu
quello  di  Giove  Ottimo  Massimo,  quello  della  Pace,
&  il  Pantheon.
Quello  di  Giove  Ottimo  Massimo  era  in  Campidoglio,  voadrs -

tato  da  Tarquinio  Prisco,  &  edificato  da  Tarquinio  Superbo
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&  era  di  forma  quadrata,  &  ciascuna  delle  sue  faccie  era
illen
ducento  piedi,  haveva  tre  ordine  di  colonne,  &  vi  spese  nelli
fondamenti  quaranta  milia  libre  di  argenti,  &  oltre  gli  altri
ornamenti  vi  era  una  ſtatua  d'oro  di  dieci  piedi,  &  sei  tazze
di  ſmeraldo  portate  a  Roma  da  Pompeo.
Quello  della  Pace  fu  sopra  ogni  altro  grandissimo,  di  forma -
  quadrata,  ornato  di  grandissime  colonne  &  statue,  edifi-0 -

cato  da  Vespasiano  ottanta  anni  dopo  l'avenimento  di  Chrilab -

ſto,  &  arse  in  un  subito  al  tempo  di  Commodo,  le  ruine  del
quale  se  vedono  ancora  vicino  alla  chiesa  di  S.  Maria  Nuova;
&  non  rouinò,  come  crede  il  volgo,  la  notte  di  Natale.
Il  Pantheon  è  ancora  in  piedi,  di  forma  rotonda,  di  altezza -
  &  larghezza  di  piedi  cento  e  quarantaquattro,  fatto  di
fuori  di  mattoni,  &  di  dentro  è  ornato  di  varii  marmi,  &  intorno -
  vi  sono  cappellette  molto  adorne,  dove  vi  erano  collo-  ollo
cate  le  ſtatue  delli  Dei.  Et  le  sue  porte  sono  di  bronzo  di  lb  or
duplicem.  Dionys.  lib.  4.  3  Sed  ba2
1  Inter  Cælium  &  Palatinum.
Fabio  magis  Livius  credit,  quadra¬Hujus -
  Sepulchri  hodie  nihil  restat,
ginia  ea  sola  talenta  fuisse,  quam  Pi¬Figuram -
  exhibet  Donatus.  lib.  3.
soni,  qui  quadraginta  millia  pondo  arc. -
  13.  2  Porticus  sola  triplicem  hagemi -
  seposita  in  eam  rem  scribit.  Liv.
buit  columnarum  ordinem,  latera
mara¬
            
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