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ti e valorosi intendenti dell’ età sua; e la St. Unio., tom 27,
sez. 3 parla della correzione del calendario cinese sotto questo
Imperatore, il quale oltre di ciò fece fare grossi stromenti di
rame, come a dire sfere, astrolabj , bussole, livelli, e gnomoni, ¬
della quale ultima spezie uno era dell'altezza di quaranta ¬
piedi. Vi si dice pure, ch’ egli stesso era affascinato
dalle vigenti superstizioni degli Astrologhi memorati da Marco,
e vi si conferma quanto questi ci narra de’nomi con cui distinguevansi ¬
i varj anni. Quanto poi al nome di taccuini qui sopra ¬
ramnientato dal Polo, porta il pregio d’ osservare coll' Ist.
gener. de' Viaggi, tom. 27, p. 119 in una Nota, ch’ è forse
tacuim, che corrisponderebbe a taquin, o piuttosto a takwim
parola araba, che significa propriamente opera divisa in tavole, ¬
e che per analogia potrebbe significare un almanacco,
o un calendario. Si può conchiudere che il calendario cine
se fosse allora sotto la direzione degli Astrologhi Arabi (*).
Cina del Gannan, Corea, e varj luo(*) ¬
Se nonchè l’essersi qui sopra veghi ¬
della Tartaria. Dissi averne tratto
duto far menzione di sfere, astrolabj,
alcun profitto; e ciò risulta a piena lubussole, ¬
ed altro , c’invita a rintracce ¬
da quanto nel C. II toccammo, e meciare ¬
se , come vogliono alcuni, il Polo
abbia tali stromenti cotanto utili e neglio ¬
nell’Appendice si mostrerà, cioè di
cessarj alla nautica appresi colà, e tracerta ¬
sua mappa rappresentante appunto
codeste regioni, la quale assai per temsportati ¬
poscia in patria. Quanto alle
sfere, qualor s’intenda la perizia di forpo, ¬
anzi di oltre due secoli, prevenne
mar carte geografiche, senza che dir si
ed insegnò ai Veneti la mirabile e affatto
possa aver Marco imparato colà simile
sconosciuta configurazione a quell’ età
artifizio almeno pei portolani, mentre
di tutta la costa orientale della Cina
è ben naturale che fin dai primi teme ¬
della Tartaria, compresa pur la piegapi ¬
sia stato desso in uso in sua patria
tura al nord-ovest, insieme alle isole
marittima commerciante, puossi in veprincipali ¬
a quella plaga, tra cui il
Giappone , e con indizio di più vasta
ro, ed anzi debbesi ammettere , che alcun ¬
profitto egli abbia tratto dalle osterra ¬
al nord-est, che vedremo apparservazioni ¬
geografiche fatte eseguire a
tenere probabilmente al nuovo Contisuoi ¬
tempi medesimi da Cublai, il quaneute. ¬
Ma per parlare più a disteso in
le come ne avverte la St. Univ. tom.
questo sito si dell’astrolabio, che del27 ¬
, p. 118 tra le altre cose, inviò mala ¬
bussola, si sa che col mezzo singotematici -
fino a 55° nord, e 16° al sud
larmente delle ombre più o meno alverso ¬
la Cochinchina per conoscer la
lungate, nonchè coll’ osservazione della
latitudine delle primarie città della
maggiore o minore altezza della stel¬