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SALA DELL' ILIADE
BILIVERTI (Giovanni).
202. L’Angelo che ricusa i doni di Tobia.
A.m. 1,75.— L. 1,47. — Tela, fig. int.
Il giovane Tobia, in ginocchio, tiene per il manto
l’Angelo e gli presenta una collana d’oro ed una di
perle, le quali prende da un vaso posato in terra
avanti di sé. Il vecchio Tobia appoggia una mano
sulla spalla dell’Angelo, e tiene coll’altra un sacchetto -
di denaro. L’Angelo ponesi una mano al
petto e sta con l’altra in atto di rifiutare le offerte.
Piú indietro é la giovane sposa colla suocera e con
l’ancella. Firmato nel sacchetto che tiene il vecchio,
colle lettere G. B. 1612.
[II Baldinucci scrive : « A Giovanni Cerretani, poi senatore -
fiorentino , fece una storia di Tobia, ch’è posta fra
le sue opere più belle ». Fu comprato dal Granduca Leopoldo -
II dal pittore signor Fedele Acciai, per zecchini 250).
SUSTERMANS (Justus).
203. Ritratto di Eleonora Gonzaga, moglie di
Ferdinando II imperatore.
A.m.o,63. — L. 0, 50. — Tela, mez. fig.
Visto di faccia con gala alta al collo le adornano
il capo e il vestito pietre preziose.
[Fu figlia di Vincenzo II duca di Mantova, e
sposa in seconde nozze, di Ferdinando II d’Austria.
Nel 1620, quando trattavasi il suo maritaggio, Sustermans
dipingeva il ritratto , che spedito a Vienna ottenne gran
lode , cosicchè l’imperatore scrisse alla sorella Maria Maddalena, -
vedova di Cosimo II, perchè gli mandasse questo
suo favorito pittore. Portossi Sustermans colà, ritrasse
non solo l’imperatore e di nuovo l’imperatrice , ma anche
i figli del primo letto. E questo ritratto una replica di
quello dipinto per l’imperatore ].