fullscreen : Poleni, Giovanni: Memorie istoriche della gran cvpola del tempio Vaticano

VATICANA.  LIBRO  IV.
prime  idee  ,  che  sono  state  prodotte,  se  si  voleva
in  illustri  esempj,  come  gli  errori  vadano  col  mezgiugnere ¬
  a  quelle  idee,  che  erano  le  più  lontane,
zo  d'  accidenti  diversi  naturalmente  insinuandosi  in
e  nascoste.  Quindi  apparisce  un  merito  della  moltal ¬
  modo,  che  diventino  principj  di  raziocinj.
tiplicità  delle  Scritture  ;  ed  insieme  l’incombenza
gli  errori  facilmente  nascer  possono.  Imperocchè  ala’ ¬
  leggitori  di  far  anche  all’  ordine  delle  produziole ¬
  volte  avviene  ,  che  non  siano  ben  osservate  le
ni  d'  esse  attenta  riflessione.
vere  circostanze  de’  fatti  ;  o  che  agli  Autori  pre521. ¬
  Ma  è  pur  da  osservarsi,  che  dalle  sopradsentati -
  siano,  per  fatti  reali,  fatti  insussistenti;  o
dette  diversità  non  potevano  non  nascere  (ed  in
che  de’  fatti  una  sola  parte,  non  l’intierà  serie.
fatti  nacquero  )  varie  questioni:  vale  a  dire,  varie
loro  sia  data;  o  che  gli  Autori  scrivano  avanti  che
cattive  cause  di  giovevoli  effetti.  Conciossiachè
certe  notizie,  le  quali  (diremo  cosi)  si  sviluppaquando ¬
  si  forma  il  primo  progetto  per  l’  esame  s'
no  per  via  di  tempo,  siano  maturate;  o  pure  che
d’  un  male  ,  come  de’  convenienti  rimedj,  riesce
varj  Autori  anche  riguardando  un  fatto  reale,  lo
giovevole  molte  volte,  che  per  rispetto  ad  esso  esaconsiderino, -
  e  lo  espongano,  benchè  sia  il  medesime ¬
  una  qualche  controversia  insorga:  cattiva  per
mo,  in  diversi  modi,  non  pensando  di  deviar  da
i  dispareri;  ma  altrimenti  non  nascerebbe  il  buon
vero  nel  fissar  la  mente  in  differenti  idee,  che  reeffetto, ¬
  che  si  potesse  cosl  con  più  facilità  rinveniputano ¬
  vere,  mentre  le  vanno  formando  secondo  i
re  quelle  certe  cognizioni,  che  da  se  stesse  non  si
differenti  caratteri  de’  loro  genj.  Quando  indicio  vi
offeriscono  facilmente.  Ed  ecco  vie  più  manifestato
sia  d’  alcuno  de’  suddetti  casi,  nel  giudicar  si  dee
l’  utile  della  moltiplicità  delle  Scritture  nel  propoprocedere ¬
  molto  consideratamente:  e  nelle  disapprosito -
  nostro,  e  per  conseguenza  dimostrata  con  un
vazioni  di  cose  scritte  intorno  i  fatti  (se  una  caunuovo ¬
  argomento  la  necessità,  che  vi  era  di  darne
sa  manifeſtissima  non  lo  richiegga)  non  conviene
gli  Estratti.  Le  cose  negli  Estratti  medesimi  contefar ¬
  entrare  l’ingenuità,  ed  il  sapere  di  chi  le  ha
nute  tante  sono,  che  la  loro  serie  ci  fornisce  una
scritte  .  Ma  per  ben  rilevare  le  cose  spettanti  a
combinazione  di  tutte  (per  dir  cosi  )  le  possibili
que'  suddetti  casi  (nel  particolar  nostro)  ove  vi
conghietture  delle  cagioni  de’  danni,  e  tutte  le  idee
fossero,  importava  assai  che  sotto  agli  occhi  si  avesse
de’  rimedj  :  onde  sembra,  non  restar  a  chi  scriver
quanto  è  in  quelle  molte  Scritture  messo  in  vista;
debba  in  ultimo  luogo  altra  pena,  se  non  quella
onde  poi  col  confronto  del  1.  già  esposto  Stato  de'
di  scegliere  le  cose  migliori,  fornirle  colle  utili  dot
Difetti  si  potesse  trovare  il  modo  di  regolare  in
trine  ,  e  nel  reale  loro  lume  collocarle.  Ma  avverconformità ¬
  del  vero  i  giudicj.
tir  conviene  ,  che  per  la  scelta  può  esser  recata
520.  Per  rispetto  ai  varj  modi  di  pensar,  e  di
molta  facilità  da  una  specie  di  metodo  d'  esaustioni;
ragionar  degli  Autori,  si  osservi,  che  il  nostro  cacioè ¬
  dal  metodo  di  porre  da  parte  quanto  è  inuso ¬
  fu  simile  a  tant'  altri,  pe'  quali  non  sono  in
tile,  o  falso  .  Or,  benchè  varie  cose  si  trovino
pronto  certe  regole  particolari,  e  chiare.  Onde  per
quasi  esaurite  negli  Estratti  medesimi;  essendo  in
esso  nostro  caso  essendovi  stata  molta  libertà  di  penaltri ¬
  Scritti  proposte,  in  altri  oppugnate,  e  distrutsare ¬
  ,  la  natural  differenza  de’  pensieri  degli  uomite: -
  non  ostante,  per  ridur  a  perfezione  la  scelta,
ni,  accoppiata  colle  varie  circostanze  delle  proposte
gioverà  qui  insieme  raccorre  (perchè  quasi  in  un
materie,  ha  potuto  produrre  si  diversi  ragionamensolo ¬
  colpo  d’'  occhio  si  veda  )  quanto  di  più  deciti. ¬
  E  benchè  sia  manifesto,  che  tutti  gli  Autori
sivo  a  varj  insussistenti  Sistemi  appartiene:  e  per
fi  proposero  qualche  determinato  punto  di  vista  (o
tanto  di  questi  adesso  diremo.
vero,  o  immaginario)  non  però  tutti  si  proposero
un  punto  stesso:  sicchè  sono  stati  tenuti  differenti
LXII.  DE'  SISTEMI  DA  NON
cammini  per  giugnere  a  quelle  mete  differenti.  In
AMMETTERSI.
oltre  sarà  forse  accaduto,  che  alcuni  troppo  presto
abbiano  fissate  le  loro  opinioni;  potendo  forse  an522. ¬
  Sistemi  io  chiamo  le  proposizioni  introdotche ¬
  ad  alcuni  dotti  accadere  ciò,  che  accade  a
te  per  dedurre  da  una  principale  perniciosa  causa
certi  Artefici,  i  quali  reputano  esser  il  termine
tutti  gli  effetti  de’  danni  ,  che  nella  gran  Mole  si
dell’  Arte  lo  stesso,  che  quello  delle  prime  industrie
scorgono.  De'  sistemi  ragiono  qui,  non  per  esporre
loro  .  Queste  osservazioni  ci  fanno  discernere  un
di  nuovo  con  inutili  repliche  le  altrui  opinioni,
modo,  con  cui  scusare  si  possano  le  tante  diversima ¬
  per  poter  qui  conchiudere,  e  stabilire  ciò,  che
tà,  che  ne'  Ristretti  appariscono.  Ma  vi  è  di  più.
veramente  mi  pare  da  stabilirsi.  I  sistemi  sono
Era  troppo  difficile  il  ridur  in  un  primo  esame  la
da  me  ridotti  a’  tre  più  riguardevoli.  Primieramenmateria, -
  di  cui  si  tratta,  ad  un  perfetto  compite ¬
  considero  quello,  in  cui  2.  per  principio  possente
mento:  essa  di  sua  natura  esigeva  una  serie  di  penproducitore ¬

Aaa
samenti.  Giovava  passare  per  la  conoscenza  delle
(2.)  Art.  427.  e  428.
(1.)  Art.  247.
            
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