Objekt : Bonucci, Carlo: Pompei

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Le  vaste  pianure  della  Campania  cominciavano -
  ,  intanto  ,  a  spiegarsi  a  nostri
sguardi.  Noi  scorgevamo  a  settentrione  le
magnifiche  contrade  del  Sannio,  degli  Ausonj -
  ,  e  dell'  antico  Lazto;  a  levante  i
monti  Irpini  e  i  Lattarj  ;  a  mezzodi  e  ad
occidente,  Sorrento  patria  del  Tasso,  Capri -
  Reggia  di  Tiberio,  le  spiagge  delle  Sirene, -
  la  tomba  di  Virgilio,  le  sedi  di  Lucullo, -
  e  quanti  luoghi  eternamente  famosi  tacchiude -
  il  paese,  che  si  estende  da  Nisita
sino  all'  isola  (Oenaria.
In  questa  terra,  ove  tanti  avvenimenti
memorabili  ebbero  luogo  ,  e  che  l’istoria,
le  favole  ,  e  la  poesia  hanno  a  gara  renduta -
  immortale  ,  esistono  tuttavia  gli  stessi  nomi, -
  e  i  monumenti  ,  e  tutto  il  prestigio  di
33  secoli  di  rimembranze  e  di  gloria.
Ecco,  noi  dicevamo,  ecco  a  noi  di
rincontro  i  campi  Flegrei,  donde  i  figli  orgogliosi -
  della  terra  assalirono  il  Cielo,  e  furono -
  sotto  i  sassi  e’l  fuoco  sepolti.  Colà
lanti  erano  un  giorno  i  Vulcani,  quanti  oggi
sono  le  colline  ed  i  laghi.  Ecco  Pozzuoli
che  serba  le  rovine  d'  una  seconda  Romà;
e  Miseno,  che  sembra  tuttavia  avanzarsi
nel  mare,  ed  offrire  il  suo  porto  abbandonato -
  alle  prù  grandi  flotte  dell'universo  ;  e
Baja,  che  ci  ricorda  la  morte  del  giovane
            
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