LIBRO II.
Le leggi pubbliche non permettono, che le grossezze de muri (1) esteriori sieno -
piu d'un piede e mezzo; per conseguenza poi anche gli altri muri si fanno -
della stessa grossezza, acciocchè non rimangano stretti I vani: ora i muri
di mattoni, se pur non sono a due o a tre ordini, ma larghi solo un piede
e mezzo (2), non possono sostenere più che un palco solo. Quindi in quella
grandezza di città, e numero infinito di cittadini, bisognando fare anche infinite -
abitazioni, nè potendo il suolo dare comoda abitazione dentro le mura a
tanta moltitudine, la cosa stessa obbligò a ricorrere al soccorso dell' altezza
delle fabbriche: quindi è, che alzandosi o pilastri di pietre, o fabbriche di
coccj, o mura di sassi, e concatenandosi da frequenti travature, si hanno ora
i gran comodi de' cenacoli (3), e le belle vedute; cosi moltiplicati e i palchi
e le logge, viene il popolo Romano coll'altezza ad avere comoda abitazione
senza imbarazzi. Saputasi ora la ragione, perchè non si permettono dentro la
città, a cagion della strettezza del luogo, i muri di mattone, è necessario sapere, -
come si hanno questi a fare, volendosi adoprare fuori della città, affinchè -
sia la fabbrica forte e di durata.
Sulla sommità del muro sotto il tetto si farà un suolo di fabbrica di cocci
alto un piede e mezzo in circa, e vi si farà anche il cornicione col gocciolatojo, -
e cosi si riparerà a'danni possibili. Perchè se mai saranno rotti, o portati -
via dal vento i tegoli del tetto, onde possa scolare l'acqua piovana, l'armatura -
de' coccj non la farà penetrare fino ad offendere i mattoni; e dall' altra
parte lo sporto della cornice farà cadere le gocce di là dal piombo del muro.
e cosi verranno a conservarsi sane le fabbriche di mattoni. Per conoscere poi
quali coccj siano buoni, quali nò a questa fabbrica, non si può saper subito;
ma quando si osserverà, se resiste il tegolo su i tetti d'inverno e d'estate,
allora si giudicherà buono: mentrechè quei, che non sono di creta buona, ovvero -
non ben cotti scuoprono alle brine ed alle gelate i difetti: onde quelli,
che non resistono sopra 1 tetti, molto meno potranno resistere al peso messi
nella fabbrica. I muri dunque fatti di tegoli vecchi saranno sempre i più forti.
Gl'Intelajati (4) poi vorrei, che non fossero stati nemmeno inventati; imperocchè -
quanto giovano e per la facilità e pel comodo, altrertanto poi rie¬(1)
Vedi la nota 6. facc. 4. e la nota 4.
facc. 38.
(2) Il muro largo un piede e mezzo non
potea esser composto che d' un Didoro in
lungo e uno in largo, i quali mattoni sono
appunto lunghi un piede, larghi mezzo. Per
Diplintii, Triplintii dee inter Vitruvio di muri
larghi tanto, che fossero capaci di contenere
anche due mattoni o tre, ma però tutti due
o tre per lungo.
Che qui si parli di mattoni crudi ricavasi
primo dalla debolezza, che l'Autore attribuisce -
a questa sorta di fabbrica, quando finora
non ha fatto altro, che lodare la fortezza
della fabbrica di mattoni, ma intendeva allora -
de' cotti: secondo, perchè immediatamente -
dopo dice, che per potere i Romani alzare -
più piani nelle loro case, cominciarono
poi a far le mura non più di mattoni (inscono
tende de' crudi), ma o di pietre, o di cocci -
(testaceis) cioè creta cotta; terzo, perchè -
poco dopo passando ad insegnare il modo -
di far le mura di mattoni fuori della città, -
dacchè dentro non era permesso, chiaramente -
parla di mattoni crudi, perchè gli suppone -
sottoposti alle piogge, ed insegna il modo -
di ripararneli.
(3) L’uso di tenere ne' luoghi più alti della -
casa le sale da mangiare, come si vede da
questo passo, era specialmente de poveri, che
avevano piccola casa, o nelle ville, come
leggesi di quella di Plinio, perchè generalmente -
i ricchi solevano abitare in un solo
piano
(4) I muri intelajati (cratitii) si compongono -
di varj panconcelli messi alcuni pel
diritto AA, altri orizzontali, o per traver-SO -
BB, riempiendosi i voti di fabbrica: come
si può