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detto Monastero vicino a Siena; con lo scritto: PRAELIUM
ACRE AD MONASTERIUM ».
« In altro simile è la presa di Casoli disegnata, ove
il Marchese di Marignano fa piantar l’artiglieria, e parlamenta -
a’ soldati; vi si legge: CASALI OPPIDI EXPU¬GNATIO -
».
« In un ottagono verso San Piero Scheraggio è la
grandissima scaramuccia seguita a Marciano in Val di
Chiana tre glorni avanti la rotta di Piero Strozzi. Vedesi -
da basso il fiume Chiana che alza la testa , e vi è
scritto : GALLI REBELLESQ. PRALIO CEDUNT ».
« In altro quadro è dipinta la rotta data a’ Turchi -
dalle genti del Granduca, quali erano smontati a
Piombino: vedesi il loro disordine, e la fuga verso
le galere; lo scritto dice : PUBLICI HOSTES TERRA AR-CENTUR -
».
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« In altro quadro la presa di Monle Reggioni si
rappresenta : vedesi la condotta dell’artiglieria verso
quel luogo, ove si dice : MONS REGIONIS EXPUGNATUR ».
« Nel quadro di mezzo è effigiato il Marchese di
Marignano che ritorna trionfante a Firenze. Vedesi
il gran Cosimo che esce ad incontrarlo fuor della porta,
ed intorno al Marchese sono Chiappino Vitelli, e Federigo -
da Montaguto. Da basso son ritratti al naturale -
D. Vincenzio Borghini, che è quel grassotto che
è il primo di tutti: quello colla barba un po’ più lunga
è messer Giovanni Batista Adriani, che ebbero ambedue -
parte nell’invenzione di questa sala. Vi é il Vasari,
e Batista Naldini, poi Giovanni Stradano, e l’ultimo è
Jacopo Zucohi che dipinsero in quest’ opera : il motto
è cosi: EXITUS VICTIS VICTORBBUSQUE FELIX ».
« Nel tondo che è nel mezzo , e serve come di centro -
a tutta la soffitta, è dipinto il gran Cosimo trionfante -
coronato da una Firenze con corona di querce,
è inoltre da vari puttini attorniato, che sostengono
l’insegne delle vent’un’ arti maggiori e minori della
cittade, ed ancora l’arme della città, e delle comunità
dello stato ».