Dell Iſtorie di Genoua,
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ti Signori andauano in dietro, e innanzi, tra quali fù Arrigo Conte di Malea -
congiunto co Genouesi d'antica amicizia, e confederazione osseruata
dall'una, e dall'altra parte sinceramente, il quale venne a Genoua passando -
in Alemagna all'Imperador Federigo,e ritornando consegnò alla città
vn priuilegio ottenuto dal detto Imperadore, per il quale i Genouesi erano -
fatti esenti d'ogni grauezza, e gabella,e d'ogni sorte di carichi ordinari, -
e straordinari nel regno di Cicilia : fù posta in punto vna galea, con la
quale egli fù ricondotto a casa sua. Ma i Genouesi mostrarono gli vſati
segni della pietà loro nelle sagre ſpedizioni; perche non solamente mandarono -
l'armata in Soria, ma ancora per accendere l'ardore de Prencipi
oltra montani, spedirono ambasciadori in quelle parti, che furono Gugliel
mo Embriachi, e Lanfranco Rosso. Insieme con la riputazione della città,
e con le ricchezze, chè di giorno in giorno cresceuano,s'accresceua ancora -
la Signoria, e l'Imperio; percioche quell'anno i Marchesi Malespini, e
quei di Vintimiglia si diedero al popolo Genouese, e giurarono fedeltà, e
obbedienza a Rettori della città. Il medesimo fecero ancora gli huomini
di Capriata, dando la terra in feudo a Genouesi con giuramento di fedel¬1219 -
tà, la qual coſa l'anno seguente dicianouesimo di quel secolo fù confermata -
da medeſimi huomini di Vintimiglia; conciosie coſa che il Podeſtà,
che fù il medeſimo, che l'anno dinanzi, andaſse là con quattro galee, si che
tutto il popolo si congregò nella Chiesa di S. Maria, e sottopose la città a
gli ambaſciadori Genouesi, che furono Zaccaria da Castello, Vberto Gal
letta, Manuello d'Oria, Vberto Spinola, lacopo Piccamigli. Ma come furono -
liberati dal presente timore del Podestà, ritornarono incontanente a
gli vſati coſtumi, e violarono la fede del giuramento. La onde fù diliberato -
di raffrenare con l'arme la costoro instabilità , e fù chiesto soccorso di
gente per terra a Corrado, e a Obizo Marchesi Malespini, e a Ottone , e
Arrigo Marcheſi del Carretto, a Bonifazio Marcheſe di Claueſana, e dal
figliuolo di Guglielmo Marcheſe di Ceua, che tutti fecero il debito, si che
il Podeſtà miſe insieme cinquecento huomini d'arme, e gran numero di
fanti, e poste in punto, e armate tre galee, e alcuni nauili minori,accompagnato -
da gran numero di Signori, e d'altri huomini nobili, andò sopra Vin
timiglia con grande oste per terra, e per mare, se gli bastò per all'ora dare
il guaſto a tutto'l paeſe, perche le coſse lo richiamauano nella città ; onde
laſciate le galee, e gli altri nauili à continouare l'assedio, se ne ritornò a
Genoua, hauendo ordinate le coſe di maniera, che ſe i Vintimigliesi frà
tanto ritornaſsſero all'uſata obbedienza, egli perdonaſſe alle fatiche della
guerra, e alle ſpeſe de danari, e ſe fossero perseuerati nella medesima pazzia, -
ritornaſſe l'anno ſeguente ad aſſalirgli con maggiore oſte. Ma i Vintimigliesi, -
che per la partita dell'esercito, si vedeuano liberi dal pericolo, in
cambio di riconoscere l'errore loro, e chiedere mercede, ripresero tanto
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cuore, e ardimento, che mandarono anche fuori alcuni nauili spediti a
danni de Genouesi, e di tempo in tempo, faceuano loro alcuni piccoli dan
ni,e pigliauano ora naui, ora huomini, tutto che le galee, che ſpeſſo erano
mandate contra di loro rendessero loro la pariglia; ma cresceua loro l'orgoglio; -
perche i mali portamenti loro rimaneuano impuniti, che a Genoueſi -
premeua più la cura della ſpedizione ſacra, e della guerra di Soria,
che