Full text: Volume (2 (1912))

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Andrea Galante,

piü importanti occorreva la maggioranza di voti. Ai Procu»-
ratori veniva demandata la elezione dei sei sottocanonici, del
maestro delle cerimonie, dei quattro suddiaconi, dell’appun-
tatore e dei chierici minori, e ad essi spettava ancora la
nomina del Maestro di Cappella e la custodia del tesoro
e degli arredi della Basilica.1) La dignitä procuratoria, fra le
prime della Repubblica, in quanto da essa di sceglievano molte
volte i Dogi, comandanti di armate e di navigii, ambasciatori
ecc., durö fino alla fine della Repubblica e fu detto giusta-
mente dal Molmenti che nella serie dei nomi dei Procuratori
di 8. Marco e in gran parte riassunta la storia di Venezia.
* -j-
*
Colla istituzione dei Primiceri e dei Procuratori si
manteneva la soggezione assoluta della Basilica di 8. Marco,
al Doge, corae capo supremo e rappresentante della Re-
pubblica Veneta onde continuava attravcrso i secoli il carattere
fundamentale della Basilica, quello cioe di Cappella ducale.
Cosi mentre nell ’ anno 982 il doge Tribuno Memmo
poteva affermare la assoluta indipendenza di 8. Marco dalla
autoritä ecclesiastica2), quattrocento anni dopo Andrea Dan-
dolo in un notevole proclama sui giuspatronato ducale
affermava: “ipsam Ecclesiam fuisse et esse capellam nostram
et Praedecessorum nostrorum “3), indicando una condizione
giuridica mantenutasi fino alla caduta della Repubblica e di
cui pareva simbolo esterno la benedizione impartita dal Doge
al popolo veneziano.4) Fondata come cappella privata da
*) Molmenti, 1. c. p. 35 dove si trova 1’elenco dei Procuratori
dell’ opera di 8. Marco dal 1319 al 1797. — 2) Carta di fondazione del
Monastero di 8. Giorgio per donazione del Doge Tribuno Memmo al
Monaco Giov. Morosini: “ Verum quia ecclesia fuerat pertinens ad do-
minium Basilicae 8. Marci que est Capella nostra et libera a servitute
8. Matris Eclesiae, volumus, ut eadem libertate semper consistet; et
nullus episcopus servitutis usum requirere aut praesumat, nisi tantum
ut praevisiones decet, rectitudinem illas tenere deceat, ut pabulum vitae
aeternae ministret“ (in Ughelli, Italia Sacra, Tom. V, coi. 1200). —
*) Vedasi il proclama apposto come prefazione al Chronicon, nella
edizione del Mura tori, Rer. ital. scriptores, pom. XII. — * *) Sanso-
vino, Venetia cittä nobilissima, Lib. X, p. 482; Bern, Giustiniani
Historia, L. X, vedasi in Molmenti, Giuspatronato, cit. p. 20 1’elenco
delle cerimonie annuali in 8. Marco, a cui interveniva il Doge.

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