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ricco battisterio di fino marmo, ornato di basso-rilievi e di statue. Alla
metà poi della nave di mezzo vedrąssi il gran pergamo pur adorno
di statue e di basso-rilievi, a buoña ragione tenuto pel primo di tutta
Italia. Se fosse stato eretto in epoca di maggior correzione (an. 1677
avrebbe aggiunto . al vanto della ricchezza quello del gusto, che cosi
spesso vince la materia nelle opere dell’arte. Nondimeno la sua mole -
merita considerazione: soggioga ogni spirito che aspiri al grande più
che all’ elegante e diviene testimonio di ciò che potesse un giorno la
pietà e quali agi Chioggia godesse.
Passando ad osservare il sinistro lato della basilica., dirimpetto al
pulpito sarà bene che prima si vegga la graziosa tavola appiccata ad
una delle colonne esprimente il martirio de' ss. protettori di Chioggia -
(opera del cav. Francescinis di Bologna); dopo di che potremo
percorrere la sinitra navata, nella quale primamente s’ incontrerà
l’altare di s. Rocco (pala di Angelo Trevisan), indi il nobile altare
del Caïmine, e finalmente la cappella del Santissimo in cui Martino
lager francese dipinse la pala dell’ altare, ed il Chioggiotto Michiele
Schiavon fece i quadri laterali ed il soffitto.
Potrassi di qui passare alla sagrèstia ove conservasi un quadro di
Pietro Malombra rappresentante Cristo che fulmina Chioggia con Maria -
supplicante a favore de' Chioggiotti, ed altre due pale già esistenti
l’ una nella Chiesa di s. Michiele di Brondolo , l’ altra in quella di s.
Pieretto, l’una di Jacopo Palma é l’altra di Leandro Bassani.
Poco più è da osservarsi in questa grandiosa cattedrale; bensi merita -
considerazione la bella torre o campanile che isolata le sorge
dappresso, alta 180 piedi, e larga 25, caduta nel 1347, ed in tre anni
stata riedificata. Nè l’ Episcopio è tale che voglia essere trascurato.
come addomanda una esame la torre non lunge dall’Episcopio medesimo: -
monumento il più antico di Chioggia, anteriore ad ogni scritta memoria -
e forse una delle torri che munivano l’antica citta.
Pertanto , varcando il. ponte , che per esser vicino alla detta torre
chiamasi della torre , diremo solo che mal costruito dapprima, fu fatto
di pietra nel ,1548. E passato appena tal ponte scorgesi alla sinistra la
chiesa di s, Francesco detto esterno, la quale un di avea annesso un
convento, ma, demolito il convento rimase la chiesa ad usi militari.
Eretta nel 1450 circa, veniva essa ufficiata da’ minori osservanti. Al
sopravvenire de’ Genovesi, siccome si disse trattando di s. Francesco
vecchio, s’ erano que’monaci rifuggiti in Chioggia ; ma, passata quella
tempesta, tornarono a recarsi alla sede antica, e riedificarono il convento -
che si converti in caserma.
Più in là di questa chiesa un’altra ne esisteva con piccolo convento -
di monaci camaldolesi intitolata a s. Giambattista e, secondo alcuni, -
fondata da s. Romualdo nel 900. Certo che la più antica ella era,
e certo che nel 1321 venne rinnovata. Nella guerra genovese abbandonata -
dai monaci, i quali cercarono altrove più sicura stazione, venne
pościa rifabbricata , dandosi in cura ai monaci di s. Mattia di Murano,
Il Fiore di Venezia Vol. I.