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poter riconoscere quelle usate in tale circostanza nelle parole -
delle quali formò Ausonio l'intercalare dell'ottavo suo
idilio.
Jane veni: novus anne veni: renovate veni sol.
Tatto questo essendo detto delle feste fatte all' onore
di Giano nelle kalende di Gennaro, che Symmaco disse meritamente -
auspici dell'anno (1); restami ora a dimostrare
esser stato riposto nella di lui immagine inviata in questa
occasione un auspizio di felicità, onde potesse andare unito
allalloro, ed alle cose di dolce sapore,
Una prova che questo fosse io ritraggo da Ovidio,
ciò non sorprenderà alcuno di quelli che avranno osservato
contenersi negli scritti di questo poeta le cose le più vere
del pari che le altre più dal vero lontane. Egli è che intitolando -
a Germanico i suoi libri dei Fasti, dice lui, (2)
Ecce tibi faustum Germanice nuntiat annum,
Inque meo primus carmine Janus adest.
Il luogo è stato poco avvertito dai commentatori, e da
quegli che scrissero degli auspizii dell’anno. Ma certo non
poteya venire, più opportuno all’ uopo nostro; dicendosi qui
chiaramente annunziarsi fausto l'anno da Giano. La qua
cosa riceve mirabile conferma da un prezioso antico monumento -
del quale sarà tenuto in seguito piu lungo discorso
E questo un antico cristallo che dal Museo di Marco Antonio -
Sabbatini pubblicò Paolo Alessandro Maffei nella sua
raccolta di gemme figurate (3). L' iscrizione che vi si legge
all'intorno ne fa conoscere che dovè essere presentato al
imperadore Commodo nella occasione del nuovo anno. Or
qui fra gli altri donativi delle Strene si pose una me
daglia a quell’ Augusto coniata, nel rovescio della quale
trovasi appunto l’immagine di Giano. Per lo che vede ognuno
come dai versi d’Ovidio già riferiti, e dallo essersi scelta
fra le innumerevoli medaglie di Commodo una appunto che
mostra il nume dell'anno, possa con sicurezza dedursi, esser
(1) Lib. X. Ep. 27.
2) Fast. lib. I. v. 63. e 64.
(3) Tomo I. p. 113.