Volltext : Poleni, Giovanni: Memorie istoriche della gran cvpola del tempio Vaticano

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VATICANA.  LIBRO  II.
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lioni  in  circa:  e  che  quel  peso  di  200  milioni  venga
traverso,  e  questa  fessura  in  giro  va  radendo  semimmediatamente ¬
  sostenuto  dal  muro  del.  Tamburo,
pre  la  base  delle  Colonne  ;  e  sotto  questo  zoccolo
ed  in  qualche  parte  dai  sedeci  Contrafforti.  Indi  ravi ¬
  è  il  Corridore  .  La  muraglia  opposta  fessa  con
giona  cosi:  questa  enorme  pressione  si  esercita  a
crepature  obblique  ,  che  vanno  dai  Piloni  in  alto
perpendicolo  su  questi  muri,  ed  in  oltre  in  qualsopra ¬
  gli  Archi,  tutta  separata  intorno  dal  paviche ¬
  parte  ancora  (essendo  la  Cupola  d’  una  certa
mento  del  Corridore,  ed  ivi  non  posa  più,  talchè
curva  figura  )  lateralmente  :  sicchè  contra  questo
se  ne  movono  facilmente  i  mattoni,  come  ancora
conato,  più  che  per  sostenere,  furono  posti  li  16  Congli -
  Stipiti  delle  Porte  di  Travertino;  oltre  l’  essere
trafforti:  ma  essendo  questi  piantati  sopra  un  Zocspaccati ¬
  da  capo  a  fondo,  da  basso  al  di  dentro
colo  vuoto  sotto,  con  un  Corridore  circolare,  e
non  posano,  ed  in  cima  al  di  fuori  non  sostengono.
posando  i  Contrafforti  radenti  il  muro  del  Timpa255. ¬
  Dopo  l’  enumerazione  di  tutti  questi  accino ¬
  sopra  il  lato  sinistro  della  Volta  di  questo  Cordenti, ¬
  dà  l’Autor  questi  per  segni  evidentissimi
ridore,  hanno  fatto  questa  a  poco  a  poco  scostare
dell'  essersi  tutta  la  Muraglia  soggetta  à  Contrafforti
dal  muro  del  Tamburo  con  una  crena  universale
piegata  al  di  fuori,  e  d  aver  seco  portate  tutte  le
d'  ogni  intorno  al  muro  del  Tamburo  medesimo,
Colonne,  e  Contrafforti,  ed  essersi  dilatata  la  Cupoed -
  in  conseguenza  è  restato  spinto  in  fuori  il  mula ¬
  ,  abbassato  il  Lanternino  ,  aperto  e  slargato  il
ro  opposto,  talchè  questo,  oltre  l’  essersi  scostato
Timpano  ;  ed  essere  in  istato  di  tutto  rovinare  in
dal  soggetto  pavimento  alla  destra,  si  è  innalzato
un  tratto.  Per  tanto  da  ciò,  e  da  quel  che  di  sotsingolarmente -
  sopra  i  Pilastri;  e  ne  sono  succeduti
to  è  detto,  che  spaccasi  e  dilatasi  la  Cupola,  si
altri  danni.  Che  se  si  dimanda,  perchè  nello  spa
vede  ,  che  una  ipotesi  di  Fabbrica  tutto  all’  inzio ¬
  di  un  secolo  e  mezzo  questa  Volta  è  stata  semtorno -
  spinta  in  fuori  entra  nel  Sistema  di  quest
pre  spinta  cosi,  e  non  prima  ha  ceduto;  risponde
Autore.  Il  non  essere  questa  rovina  ancora  succesil ¬
  Signor  Brunetti,  molte  e  varie  poter  essere  le
sa,  è  attribuito  dall’  Autore  all’  estrema  forza,  che
cagioni  ,  che  col  tempo  producono  un  effetto  pri
fanno  i  gran  Cerchi  di  ferro,  che  non  si  schianma ¬
  non  avvertito  o  per  la  sua  picciolezza,  o  pertino, ¬
  e  che  non  esca  dalla  base  il  centro  di  grachè ¬
  l’  azione  in  principio  trovò  uguale  la  riazione,
vità  in  veruno  de’  Contrafforti.  Ma  reputa  egli  per
e  resistenza,  che  poi  si  sminui.  Quindi  della  forcerto, ¬
  che  ogni  giorno  più  cresca  l'impulsiva  poza ¬
  del  Sole,  della  violenza  del  gelo,  e  della  gratenza ¬
  per  iscacciare  que’  centri  dalla  loro  base,  e
vitazione  dell’  aria,  e  de’  loro  effetti  ragiona.
sempre  più  la  gran  Mole  su  Cerchj  s’  appoggi  per
257.  Oltre  ciò  dall’  Autore  considerata  è  la  conischiantarli; -
  riflette,  che  sarebbe  troppo  miserabile
dizione  di  due  de’  quattro  Arconi,  che  posano  so
che  una  Mole  si  vasta,  e  si  bella,  qual’  è  il  Tempra -
  il  Pilastro  della  Veronica.  Imperciocchè  quello
pio  di  S.  Pietro  in  Vaticano,  in  pericolo  rimanesse.
de’  SS.  Simone  e  Giuda  (come  parvemi  dal  Corni
E  di  poi  esso  Autore  riflette,  che  quel  Tempio  fu
cione  ,  dice  egli  )  sta  fesso  nel  mezzo  con  fessura
la  premura  di  tanti  Sovrani  Pontefici,  i  quali  pe
larga  un’  oncia,  l’altro  verso  la  Cattedra  è  con
lo  spazio  di  due  secoli  tennero  la  Cattedra  di  S.
fessura  alquanto  minore:  gli  altri  due  restano  in
Pietro,  cominciando  da  Niccolò  V,  che  primo  ne
tatti  .  Nota  poi,  che  le  maggiori  crepature  del
ideò  il  progetto,  fino  ad  Alessandro  VII,  che  vi
Timpano,  Catino,  e  Contrafforti  sono  sopra  que
pose  gli  ultimi  abbellimenti.  Indi  ricava  la  necessto ¬
  Pilastro.  Pone  una  dubitazione,  se  quel  solo  Pi
sità,  che  segli  appresti  riparo.
lastro  abbia  ceduto  un  poco,  non  gli  altri  tre.  Pro256. ¬
  E  questo,  perchè  riesca  secondo  i  principone ¬
  il  bisogno  di  altre  diligenti  osservazioni,  di  far
pj  dell’  Architettura,  si  fa  egli  a  considerare  le  cachiudere ¬
  le  fessure,  e  di  conservarne  esatta  memoria.
gioni,  per  cui  ruinano  gli  Edificj  ben  fabbricati:  e
Asserisce,  essere  le  Fabbriche  come  tanti  Pendoli  inpropone -
  ,  che  sono  esse  cagioni  di  due  sorte;  altre  Naversi. -
  Si  dà  a  pensare,  che  questo  Pilastro  sia  più
turali,  altre  Artificiali.  Alle  Naturali  ,  che  sono  piog
corto  degli  altri  tre:  suggerendolo  a  lui  principalgie, ¬
  fulmini,  terremoti,  ed  altre,  si  dà  per  provedumente ¬
  la  vicinità  del  Colle  Vaticano,  nel  quale  sato -
  dagli  Architetti:  onde  di  loro  non  si  vuol  fai
rà  stato  trovato  forse  più  sodo  il  terreno;  onde
caso  se  non  in  quanto,  unite  alla  vera  cagione  de’
ne’  terremoti  questo  Pilastro  sarà  stato  (secondo
danni,  anch’  esse  con  quella  ora  a  produrne  concorla -
  natura  delle  oscillazioni  nelle  Fabbriche,  )  agirono. ¬
  Dunque  parlando  delle  cagioni,  che  diconsi  Artato -
  più  celeremente  degli  altri;  e  per  ciò  satificiali, ¬
  considera  il  Signor  Brunetti  distintamente  l
ranno  nate  le  crepature,  e  gli  staccamenti.  Finisce
impostatura  della  gran  Cupola,  o  de’  suoi  Contrafforti
l’  articolo  dicendo,  che  tirò  ad  indovinare  .  E  dopiantati ¬
  sopra  d’un  vuoto  grandissimo.  Prende  poi  egli
po  quel  sospetto  ne  viene  prodotto  un  altro;  cioè
in  considerazione,  parte  per  parte,  le  dimensioni,  e
che  un  gran  danno  a  questo  Pilastro  provenga  dalle ¬
  solidità  della  gran  Mole,  e  definisce,  che  la  Cupola -
  vicinità  del  commemorato  Colle  Vaticano,  dal
la  intiera,  col  Cupolino,  e  col  Tamburo  pesi  200  miquale ¬

            
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