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Assai elegante è l’altare dell' altra cappellina con due piccole -
figure di tutto tondo, ma la Cena di N. S. nel quadro, rimpetto -
a quello menzionato dell’invenzione della Croce, è opera -
assai bella. Grande n’è il carattere, si generale dell'invenzione
e si particolare delle figure ; esprimenti in ispecial modo e variate -
sono le teste e sublime al sommo è quella del Redentore.
Viene attribuita a questa pala da alcuni Palma il vecchio e da
altri al Carpaccio.
Passato il bello e ricco altare di N. D. eretto alla fine del
secolo XVI, la tavola dell’ ultimo altare colla Trasfigurazione -
di N. S. di Francesco Bissolo è un tentativo di quello
autore per isfuggire le secche scuole, alle quali fu educato.
Trascorrendo ora il campo di s. Maria ed il ponte, di tal nome -
facilmente si giunge alla calle della regina, cosi denominata -
per aver quivi abitato Caterina Cornaro regina di Cipro. Indi, -
trapassato il sottoportico della Malvasia, si arriva tosto alla
Chiesa parrocchiale di s. Cassiano.
Si tiene che questa chiesa, eretta nel 926, per cura della famiglia -
Michiele Minotto fosse uffiziata da monache e portasse
il titolo di s. Cecilia. Perita è certamente nel memorabile incendio -
del 1105, ed i documenti di essa, che più in là non risalgono -
nel secolo VII, dichiarano essersi fin a quel tempo nominata -
coll’unico titolo di s. Cassiano, comunque qualche volta
anche posteriormente ricevesse il doppio titolo di s. Cassiano
e Cecilia. La fabbrica della chiesa, eretta subito dopo l’ incendio -
menzionato, ebbe duopo nel 1232 di essere rifatta a spese
di Jacopo Minotto discendente da primi suoi fondatori. Tuttavolta -
quelle due prime chiese erano solo di tavole costrutte
al modo di tutte le chiese di que’tempi. Cominciossi a murare
questa di s. Cassiano nel 1310 e ad aver il fornice interno sostenuto -
colle quattro colonne odierne. Consacrata nel 1367, nel
1611 venne ridotta allo stato di architettura presente. Tuttavolta -
rinnovate non furono in quell’occasione le principali muraglie, -
chè maggior consistenza ed abbellimento maggiore vanno -
soltanto oggidi ricevendo esteriormente per opera dell’ attuale -
parroco Simeone Marinoni, nel quale lo zelo per la casa
del Signore va al gusto congiunto.
Costantino Cedini dipinse, nel secolo trascorso, il soffitto a
fresco di questa chiesa, in cui sta espressa la gloria del santo
titolare ed i quattro evangelisti in quattro minori comparti.
Nel primo altare, alla destra di chi entra, Jacopo Palma il