Inhaltsverzeichnis : Nuova guida della città e contorni di Firenze, con la descrizione del Palazzo Pitti e Giardino di Boboli ...

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fondazione  rimonta  all’anno  1321.  Fu  posseduta  dai
religiosi  Celestini  fino  all’anno  1552.,  epoca  in  cui  il
Granduca  Cosimo  I.  l’accordò  alle  religiose  di  S.  Giovanni -
  di  Gerusalemme,  che  abitarono  il  contiguo  monastero -
  fino  alla  loro  soppressione  del  1808.  Un  gran
corridore  con  degli  stemmi  dell’ordine  di  Malta  conduce -
  a  questa  Chiesa.Nella  prima  cappella  si  venera  un
crocifisso  che  le  religiose  vi  trasportarono  l’anno
1552.  Nella  seconda  é  un  quadro  rappresentante  la
nascita  di  S.  Gio.  Batista  dipinto  da  Santi  di  Tito.
Nella  terza  si  vede  la  Presentazione  di  Maria.  Nella
quarta  l’incoronazione  di  Nostra  Donna,  opera  dell’Orgagna. -
  L’altar  maggiore  è  adorno  di  un  quadro  di
Pier  Dandini  esprimente  la  decollazione  di  S.  Giovan -
  Batista.  Vi  si  osservano  altresi  S.  Agostino,  e
Santa  Maria  Maddalena  de’Pazzi  dipinti  da  Alessandro -
  Gherardini,  che  è  pure  autore  degli  affreschi
della  tribuna,  e  della  soffitta.  Nella  sesta  cappella  si
osserva  la  nascita  del  Redentore  del  Ghirlandaio;
nella  settima  l’Annunziazione  di  Maria  dipinta  da
uno  scuolare  di  Giotto;  e  finalmente  l’ottava  cappella -
  è  ornata  d’un  quadro  rappresentante  la  B.  Ubaldesca -
  religiosa  dell’ordine  Gerosolimitano,  a  cui  è
dedicato  l’altare.  La  finta  architettura  di  questa  chiesa -
  è  stala  dipinta  da  Rinaldo  Botti.  Varie  iscrizioni  e
monumenti  vi  si  vedono  tanto  sul  pavimento  che
sulle  pareti,  tra  le  quali  il  mausoleo  d’Angelo  Martinelli -
  Cavaliere  Gerosolimitano,  morto  l’anno  1610.
Accanto  a  questa  chiesa  si  è  costruito  recentemente
un  quartiere  destinato  a  servir  d’ospizio  ai  Catecumeni. -

Palazzo  Nencini  Via  S.  Gallo.  Questo  palazzo
apparteneva  alla  famiglia  Pandolfini.  Fu  fabbricato
sul  disegno  del  celebre  Raffaello  d’Urbino  a  spese  di
Giannozzo  Pandolfini  Vescovo  di  Troia.
Spedale  di  Bonifazio.  Questo  spedale  deve  la
prima  sua  istituzione  e  la  sua  denominazione  a  Bo-
            
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