fullscreen : Dell'istorie di Genova. Di Mons. Uberto Foglietta patrizio genovese. Tradotte per M. Francesco Serdonati cittadino fiorentino

Libro  Nono.
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quali  i  barbari,  e  fierissimi  nimici  espugnate  le  città  nimiche  sogliono
aſtenersi.  Fra  tanto  l'Adorno  ſtraſcinato  da  indomita  brama  del  prencipato, -
  dispoſti  occultamente  gli  animi  d'alcuni  suoi,  per  raffreddare  gli
ſtudi  dell'emulo,  la  qual  coſa  ſola  oſtaua  a  ſuoi  diſegni,  come  era  huomo -
  fornito  di  tutte  l'arti  atte  ad  ingannare  altrui  in  detto,  e  in  fatto,  tentò -
  d'aggirare  il  Montaldo  con  certo  suo  artifizio,  e  gli  haueua  dato  ad
intenaere,  che  poi  che  questa  sola  contesa  del  prencipato  poteua  distur
bare  la  concordeuole  amicizia  loro,  per  all'ora  amendue  s'aſtenessero
dal  chiederlo,  e  ſi  riſerbassero  a  far  ciò  in  altro  tempo,  elasciassero,  dato
questo  alleggerimento,  che  la  città  stanca  dalle  rouine  rispirasse  alquanto, -
  permettendo,  che  si  desse  il  prencipato  a  qualche  cittadino  buono,  e
quieto  dello  stato  di  mezzo;  e'l  Montaldo  credendo,  che  l'Adorno  parlaſſe -
  con  fede  ſincera  s'aſtenne  a  queſto  consiglio.  La  onde  in  segno  di
gran  beneuolenza  fra  di  loro  abbracciatisi  insieme,  sceſero  nella  Chieſa -
  di  San  Franceſco,  che  è  vicina,  e  a  pie  della  fortezza,  doue  incontanente -
  concorse  gran  numero  di  principali  cittadini  tanto  di  parte  Guelfa, -
  quanto  di  Ghibellina,  chiamati  da  loro,  e  tutti  fi  marauigliauano  di
cosi  gran  nouità,  e  di  tanta,  e  tanto  subita  coniunzione  d'animi  fatta  in
publico;  e  ſtauano  con  gli  animi  soſpeſi,  e  dubbiosi  a  vedere,  che  esito
doueſſero  hauere  i  disegni  de  due  capi  di  parti  diuerse  vſati  combattere
fra  di  loro  del  prencipato  con  odi  insaziabili,  e  mortali  contese.  Quiui
l'Adorno  acconcio  con  ogni  arte  a  gli  inganni  dimostrando  somma
vmiltà  d'animo,  e  penitenza  delle  cose  passate,  questi  con  le  lagrime  a
gli  occhi  chiese  supplicemente  perdono  delle  cose  passate,  e  confessò
apertamente  la  colpa  sua  ,  e  de  gli  altri  capi  di  parte,  e  l'accusò  con  graui -
  parole,  la  cui  indomita  ambizione,  e  smoderato  disiderio  di  regnare
haueſſe  ripiena  la  città  di  tanti  tumulti,  ſedizioni,  e  finalmente  di  guerre
ciuili,e  laceratala  con  tanti  danni,  e  sconfitte,  e  hauesse  abbattuto  le  forze -
  di  lei.  Ma  disse  ,  che  ed  egli  e'l  Montaldo  quiui  presente  erano  stati
illuminati  dal  cielo,  che  ſi  rauuedeſſero,  però  che  amenduni  s'eran  disposti -
  di  por  fine  alle  sfrenate  voglie,  ed  esortò  gli  altri  ad  imitare  l'esemplo
loro,  e  laſciare  gli  ſtudi  delle  contese,  e  delle  parti,  dalle  quali  contese
non  si  era  mai  tratto  verun'altro  frutto,  che  delle  rouine  publiche,  e  priuate; -
  la  onde  gli  pregò,  e  richieſe,  che  laſciati  i  diſpareri  riuolgeſſero -
  i  pensieri  a  solleuare  le  coſe  publiche,  che  erano  per  terra,  e  il  principio -
  di  tal  coſa  douere  essere,  ſe  deſſero  la  principal  maggioranza  ad
alcuno  cittadino  dello  stato  di  mezzo,  huomo  da  bene,  e  moderato,  e
pieno  di  consiglio,  e  di  più  amatore  della  quiete,  e  del  ben  comune.  Il
Montaldo  ſecondò  con  molte  parole  il  fauellare  dell'Adorno,  con  dimoſtrazione -
  non  punto  minore  d'animo  egregio  verso  il  ben  publico,  e  tutti
ſtauano  ſpantati  di  marauiglia,  onde  in  Antoniotto  ſi  foſſe  fatta  tanta,  è  tan
to  subita  mutazione  di  natura.  Perloche  circa  nouanta  principali  cittadini -
  tutti  lieti  ſi  riduſſero  nella  ſagreſtia  per  creare  il  Doge.  Ma  appena -
  vi  erano  entrati  dentro,  che  eccoti,  che  si  ſenti  vn  gran  romore -
  della  plebe,  che  ſtaua  fuori  (  quelli,  che  l'Adorno  haueua  prima
preparati,  l'istigauano  a  cio  fare,  e  le  metteuano  le  parole  in  bocca,
che  con  gridi  ſedizioſi,  e  minacceuoli  chiedeua,  che  Antoniotto  fosse
HH
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