Libro Nono.
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quali i barbari, e fierissimi nimici espugnate le città nimiche sogliono
aſtenersi. Fra tanto l'Adorno ſtraſcinato da indomita brama del prencipato, -
dispoſti occultamente gli animi d'alcuni suoi, per raffreddare gli
ſtudi dell'emulo, la qual coſa ſola oſtaua a ſuoi diſegni, come era huomo -
fornito di tutte l'arti atte ad ingannare altrui in detto, e in fatto, tentò -
d'aggirare il Montaldo con certo suo artifizio, e gli haueua dato ad
intenaere, che poi che questa sola contesa del prencipato poteua distur
bare la concordeuole amicizia loro, per all'ora amendue s'aſtenessero
dal chiederlo, e ſi riſerbassero a far ciò in altro tempo, elasciassero, dato
questo alleggerimento, che la città stanca dalle rouine rispirasse alquanto, -
permettendo, che si desse il prencipato a qualche cittadino buono, e
quieto dello stato di mezzo; e'l Montaldo credendo, che l'Adorno parlaſſe -
con fede ſincera s'aſtenne a queſto consiglio. La onde in segno di
gran beneuolenza fra di loro abbracciatisi insieme, sceſero nella Chieſa -
di San Franceſco, che è vicina, e a pie della fortezza, doue incontanente -
concorse gran numero di principali cittadini tanto di parte Guelfa, -
quanto di Ghibellina, chiamati da loro, e tutti fi marauigliauano di
cosi gran nouità, e di tanta, e tanto subita coniunzione d'animi fatta in
publico; e ſtauano con gli animi soſpeſi, e dubbiosi a vedere, che esito
doueſſero hauere i disegni de due capi di parti diuerse vſati combattere
fra di loro del prencipato con odi insaziabili, e mortali contese. Quiui
l'Adorno acconcio con ogni arte a gli inganni dimostrando somma
vmiltà d'animo, e penitenza delle cose passate, questi con le lagrime a
gli occhi chiese supplicemente perdono delle cose passate, e confessò
apertamente la colpa sua , e de gli altri capi di parte, e l'accusò con graui -
parole, la cui indomita ambizione, e smoderato disiderio di regnare
haueſſe ripiena la città di tanti tumulti, ſedizioni, e finalmente di guerre
ciuili,e laceratala con tanti danni, e sconfitte, e hauesse abbattuto le forze -
di lei. Ma disse , che ed egli e'l Montaldo quiui presente erano stati
illuminati dal cielo, che ſi rauuedeſſero, però che amenduni s'eran disposti -
di por fine alle sfrenate voglie, ed esortò gli altri ad imitare l'esemplo
loro, e laſciare gli ſtudi delle contese, e delle parti, dalle quali contese
non si era mai tratto verun'altro frutto, che delle rouine publiche, e priuate; -
la onde gli pregò, e richieſe, che laſciati i diſpareri riuolgeſſero -
i pensieri a solleuare le coſe publiche, che erano per terra, e il principio -
di tal coſa douere essere, ſe deſſero la principal maggioranza ad
alcuno cittadino dello stato di mezzo, huomo da bene, e moderato, e
pieno di consiglio, e di più amatore della quiete, e del ben comune. Il
Montaldo ſecondò con molte parole il fauellare dell'Adorno, con dimoſtrazione -
non punto minore d'animo egregio verso il ben publico, e tutti
ſtauano ſpantati di marauiglia, onde in Antoniotto ſi foſſe fatta tanta, è tan
to subita mutazione di natura. Perloche circa nouanta principali cittadini -
tutti lieti ſi riduſſero nella ſagreſtia per creare il Doge. Ma appena -
vi erano entrati dentro, che eccoti, che si ſenti vn gran romore -
della plebe, che ſtaua fuori ( quelli, che l'Adorno haueua prima
preparati, l'istigauano a cio fare, e le metteuano le parole in bocca,
che con gridi ſedizioſi, e minacceuoli chiedeua, che Antoniotto fosse
HH
creato