Volltext : Montes de Oca, Manuel Augusto: Represión

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no  prossima  una  nuova  discesa  si  ricoveravano  spaventati  in  quel  gruppo -
  d’isole  e  di  lidi  che  a  poča  distanza  dalla  costa  erano  stati  formati  dai
fiumi.  Tuttavolta,  non  essendo  senza  dolore  la  memoria  dell'  amena
terra  lasciata  in  preda  ai  barbari,  cosi,  non  appena  questi  partivano,
che  gli  esuli  ripassavano  il  mare  onde  ricogliere  quanto  la  rapacità
barbarica  avesse  dimenticato.  Nullaostante,  siffatte  emigrazioni  aveano
procurata  a  Rialto  qualche  popolazione.  Un  incendio  che  distrusse  24.
case  diede  ivi  origine  nel  421  al  voto  di  edificare  una  chiesa  in  onore
di  S.  Giacomó,  e  la  città  di  Padova  vi  spediva  tre  persone  per  governare -
  quella  isola,  unire  in  un  solo  comune  i  dispersi  abitanti  delle  altre -
  isole  vicine,  e  difendere  tali  asili  coll’esito  migliore.  Ma  nè  a  quelle
istituzioni,  nè  a  quell’  epoca  vuol  riportarsi  la  vera  origine  alla  Venezia -
  seconda.  Bensi  quando  nel  453  il  terrore  di  Attila  minacciava
di  calare  per  le  alpi  giulie  sulle  venete  contrade  ,  a  quella  nuova  procella, -
  i  profughi  cittadini  di  Aquileja,  di  Concordia,  di  Padova  correvano -
  a  rifuggirsi  a  Rialto  e  sulle  spiaggie  di  Grado,  di  Caorle  di  Malamocco -
  e  di  Pelestrina.  Allora  sorgeva  veracemente  Venezia.  Allora  collegati -
  dalla  sventura,  spenta  in  quegli  esuli  la  speranza  di  più  rivedere  la
patria,  dimenticavano  facilmente  gli  agi  passati,  si  mescolavano  volentieri -
  insieme  ai  rozzi  primitivi  abitatori  di  questi  lidi  e  di  queste  isolette, -
  e,  rimanendo  contenti  alla  tranquillità,  alla  semplicità  della  vita  che
le  nuove  circostanze  suggerivano,  ordinavano  una  società  con  tali  leggi,
e  con  tal  governo  che  li  garantissero  dai  mali  fuggiti,  e  li  stabilissero  nei
beni  a  cui  miravano  coi  più  compassionevoli  sagrifizi.  Noi  però  crederemmo -
  di  far  opera  imperfetta  se  dovendo  descrivere  la  nuova  Venezia, -
  e  tutti  gli  ottimi  effetti  risultati  in  essa  da  cosi  saggi  ordinamenti,
non  porgessimo  innanzi  tutto,  alcuni  cenni  topografici  ed  istorici  intorno
ai  lidi  ed  alle  isole  prese  ad  abitare  dai  veneti  pria  che  Rialto  si  facesse
cosi  bella  quale  sorse  dappoi,  quale  la  fece  una  nazione  che  resistè
replicatamente  ai  disastri,  alle  ambizioni  de’  conquistatori,  visse  quattordici -
  secoli,  e  se  cadde  ,  cadde  stanca  e  decrepita  pel  solo  urto  di
quella  rivoluzione  che  pur  avea  precipitate  tante  monarchie  ben  più
giovani  e  più  robuste  d’  assai.
Descrizione  dei  lidi  e  delle  isole  della  seconda  Venezia.
La  seconda  Venezia,  detta  anche  nuova  Venezia,  e  ducato  Venetico
comprendeva  quattro  lidi,  tra  l’ultima  foce  del  Po  ed  il  Lisonzo,  che  per
maggior  chiarezza  nella  nostra  carta  abbiamo  esposti  a  parte.  Erano
dessi  l’estuario  di  Grado  altramente  detto  le  aquae  Gradate,  quello
di  Caorle  o  il  Caprulano,  l’  Altinate  ovvero  le  lagune  di  Venezia,
propriamente  dette,  in  fine  la  regione  Padana  o  sia  l’  estuario  di  Comacchio. -
  Chiusi  i  tre  primi  estuari  specialmente  ,  comé  si  disse,  da
una  parte  dal  margine  interno  del  contmente  e  dall’  altra  da  un  lungo
filare  di  lidi,  tratto  tratto  separati  tra  essi  da  quelle  aperture  che  chiamansi -
  porti  ,  hanno  nel  loro  seno  delle  isole,  molte  paludi  elevate  ed
            
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