DECIMASESTA.
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Fiorentini, e gli avessero pieni d' animoso zelo contra
quegli empi: ma forse si trovarono pervertiti alcuni
de' loro cittadini prima, che se ne potessero accorgere, -
per la ipocrisia, simulazione, e taciturnità, de' Paterini; -
onde non credessero subito, che nella Città
loto fosse d' uopo di prendere somiglianti severissime
risoluzioni, con fare rigorose Leggi, e minacciare spaventosi -
gastighi. Ma il guaſto dell' eresia cominciando
omai ad essere molto considerabile, e facendosi notevolmente -
ravvisare, Giovanni da Velletri, Vescovo della -
nostra Città, il quale questa Chiesa resse dal MCCV.
sino al MCCAAX. credè suo dovere intorno all' anno -
MCCXXVI. di proceder contro a Filippo Paternon
capo, e falso Vescovo, de' Paterini; e lo fece con
l'aiuto e assistenza del Governo politico arrestare, e
condurre nelle pubbliche carceri. Trovandosi qui quello -
sciaurato Eresiarca, e vedendosi convinto, temè forte -
di soggiacere alle pene stabilite contra gli Eretici,
e contra 1 Paterini in spezie, da' sacri Canoni, e dalle -
Leggi Civili; onde prese per ispediente di abiurare -
la sua eresia, e di ritornare agli ordini e all' obbedienza -
della Chiesa; siccome in verità egli fece. Ma
dimostrò in breve essere stata finta e simulata la sua
conversione; poichè essendo stato dal Vescovo, e dagli -
altri Superiori, incautamente rilasciato, ritornò agli
antichi nascondigli de' perfidi, e a fabbricare i soliti
inganni di falsita, e ad esercitare i consueti conciliaboli, -
di tal maniera, che dopo l’ abiura e detestazione -
degli errori, fu molto peggiore di prima, secondo
che si esprime Gregorio IX. nella sua Bolla, la quale
essendo data nel MCCXXVII. e dicendovisi, che poco -
innanzi (nuper) era stata fatta la cattura di Filippo, -
perciò io ho opinato, che questa seguisse intorno