GIORNATA
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ne X diede facoltà a quattro gentiluomini di visitare -
i monasteri della città e della diocesi in
compagnia dell Arcivescovo, e d’incorporare al
presente quei che trovassero di monache Cisterciensi, -
i quali furon quattro, cioè S. Bernardino -
in Carignano, S. Pietro di Vezema alla
Pieve di Voltri, sant’ Elena in Albaro e S. Giacomo -
di Granarolo.
Cresciuto per tal guisa il numero delle religiose, -
parve angusto il locale e men che nobile- -
la chiesa che occupavano ; onde il monastero -
ebbe opportune ampliazioni, e sorse da'
fondamenti il tempio attuale, consecrato poi nel
1555 da Mons. Egidio Falconeta vescovo caprulense. -
Sul finire del passato secolo le Agostiniane -
dovettero snidarne, ricovrando nel monastero
di S. Sebastiano, e quivi presero stanza altre
monache siccome vedremo in appresso: giova
per ora continuar le memorie e la descrizione.
Verso il 1650 si debbono credere,lavorate le
pitture a fresco, principale ricchezza di questa
chiesa. L’opera venne affidata per intero a Valerio -
Castello, uno de’ più grandi genii (dice il
Lanzi) della nostra scuola, applaudito e ricercato -
di que' giorni per quel suo fare brioso,
dilettevole ed ardito, che non ebbe esempio tra
i suoi predecessori, nè forse chi l superasse tra
i posteri. Sollecitato dalle monache a fatica di