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DETTA DEGL'IDOLI.
più lo era, quando conteneva i dadi smarriti per
negligenza di colui, che lo trasportò alla Gallería.
Del Fritillo parlò Marziale, e Giovenale: quegli
nel libro Iv. scrivendo:
Dum blanda vagus alea December
Incertis sonat hinc & binc Fritillis
e questi nella Satira XIV. ove dice:
.. . . Parvoque eadem movet arma Fritillo.
Due Corone si presentano ora alla curiosità degli -
osservatori, una radiata composta di otto raggi,
l'altra fabbricata di pinne, o come fra noi volgarmente -
si dice di merli de quali si adornano le
mura delle Città. Della prima parlò Adisson, come
del quarto pezzo singolare di questa raccolta;
sarebbero giuste le riflessioni di lui, se le avesse
appropriate non alla sola corona, ma unitamente -
a un animale adattato sopra la fascia da cui
spuntano i raggi, che indica chiaramente, che
non fu ornamento di Statua Imperatoria, o Regia, -
ma dono votivo a qualche Deità. Questo
animale assomigliandosi al Leone, e alla Pantera
lascerò qualificarlo a occhio più raffinato del mio,
e dirò solamente, che se è Leone potrebbe essere -
stato consacrato al Sole, che si dice, e si vede -
ne monumenti coronato di raggi, e questi per
lo piùà sempre al numero di dodici, in riguardo de
dodici segni celesti, e da Draconzio fu chiamato
luce radiata: se poi è Pantera, convien considerarla -
come Donario a Bacco.
L'altra Corona sono di parere, che sia Murale, -
e questa si donava dagli antichi Comandanti d'
armate a quel soldato, che prima d’ogni altro sul-M -