DIMASSA.
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falco: ei l' assediò, e gli diede più assalti, ma in
vano; anzichè dal presidio Massese fu rispinto,
con danno de’ suoi, e forzato a levare l’assedio.
Tornando egli adunque indietro il di 30. di Giugno, -
diede il guasto alla Campagna, e si presentò -
coll' esercito alle Mura di Massa, Ben si avviddero -
i Massesi del danno grande che avrebbe
potuto loro fare quell' lisercito, se avesse dato,
come minacciava di voler fare, il guasto alle ricolte. -
Rinunziarono adunque prestamente alle ragioni -
che avevano sopr' a Gerfalco, e levandone
il Presidio che vi tenevano, lasciarono quel Castello -
in potestà de' Senesi, levandosi cosi la guerra -
da dosso, e rinnovando con essi la Lega.
Iusorsero poco doppo nuove cause di guerra,
tra l'una e l'altra Repubblica. Era Potestà di
Massa M. Raffaello Incontri, e secondo altri Niccoluccio -
Mignanelli Senese, conforme i patti, il
quale faceva molte e grandi stranezze ai Massesi, -
ed in vece di tor via le dissensioni, non so
con qual fine, ma forse per segreto ordine de'
Senesi, le nutriva. M. Niccolò Todini Massese,
zelante del bene della Patria, biasimava molto il
cattivo contegno del Potestà, e sollevò il Popolo
alla vendetta, il quale corse armato in Piazza,
combattè il Palazzo, ed entrato dentro gettò il
Potestà dalle finestre, e per meglio sfogare la rabbia, -
ne tagliò in minuti pezzi il cadavere. L'
atrocità del fatto, ed il timore delle triste conseguenze, -
spaventò subito i Cittadini più savy;
laonde adunatosi il Senato, risolvè di placare a
tutto coſto lo sdegno de' Senesi, i quali già avevano -
fatto voltare a Massa un’ Esercito, destinato -
per punire i ribelli che avevano occupato Gerfalco. -
Fu spedito adunque Ambasciatore a Siena
Ser