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PRIMA
esser nuove, e non contraddette nè avvalorate
da giudizi altrui, debbon farsi innanzi con tutta
modestia, aspettando il parere di più autorevoli
scrittori.
Ben si può asseverare con coraggio che la figura
sull’angolo destro della facciata, che s’appoggia
ad una colonna, e tiene una ruota con ambo le
mani sia dell’epoca stessa e dell’autore del basso-rilievo. -
Ma forse a molti piacerà meglio il sapere -
ciò ch’essa ci significhi, specialmente dopo
le molte e strane interpretazioni che se ne fecero. -
Ebbe qualche fede chi vi sognò l’artefice
che pose lo scalpello ne’ marmi di questo prospetto, -
indotto a ciò dalla mola (come dicon costoro), -
che si vede nelle mani di questa statua.
Sebbene tale opinione non abbisogni di confutazione -
presso gli uomini di senno, nondimeno
i sostenitori di essa s’ avrebbero risparmiato un
inganno per poco che avessero considerato i vestimenti -
della figura, e ’1 baldacchino, e la corona, -
indizi di religiosa venerazione, i quali a
voler riposare su quella autorità, ci farebbero
credere che i genovesi del secolo xi divinizzassero -
buonamente uno scalpellino da marmi. Meglio -
dunque, a nostro avviso, si apporrebbe chi
ravvisasse in questa statua l’imagine del santo
titolare, nè punto sarebbe strano che i genovesi
seguissero in ciò il costume di molti altri popoli -
che di que’ tempi innalzarono chiese. Egli