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tanti, quegli sono, che aggiunti alli tre
suddetti, o pur quattro Carracci anch
essi, senza il detto Francia, primo distruttor -
delle antiche seccagini; e senza
li già memorati Primaticcio, e Tibaldi
egregi Pittori, l'uno del Cristianissimo,
l'altro del Cattolico, manifestamente
dimostrano quanto benemerita di quest
Arte siasi renduta in ogni tempo la nostra -
Accademia, evidentemente palesano
Bologna, siccome alle altre Città non
dovere oggi punto cedere in materia di
Pittura; siasi o per la già dimostrata singolare -
origine, ed antichissimi principi
in essa di cosi nobile Professione; o per
la soggiunta or qui mirabile qualità de
dottissimi Artefici, che in ogni Secolo
ha prodotti; cosl oggi non restare inferiore -
a qual si trovi più cospicua, nel
numero parimente, o quantità de’ medesimi, -
che in lei si contano. Dove tutte
le altre Città d’ un’ intero Stato, o Provincia, -
di una, o al più di due copie
d' Eccellentissimi Pittori, capi di Scuola
si vantano, questa unica e per se sola
di molte, e molte si pregia; onde numero -
uguale di altra nazione a quello
de' Pittori Bolognesi non trovasi nelle
lettere del Marini, non vedesi nelle Vite -
del Baglione, non osser vasi sin’ ora
in quelle del Bellori, non leggesi nel
Ridolsi, se restituitosi a Venezia il suo
Tentoretto, a Padova poi si renda il suo
Guariento, il suo Carpaccio: a Verona
il suo Paolo, Giorgione a Trevigi, Ti
zia.