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tro maggiore per il suo gran sapere meritò di esser Priore di questo Monaſtero -
1 anno 1575.; come costa dal detto registro segnato M. a carte 86.
Fu molto ammirato per la grandezza dell' ingegno, essendosi perfezionato
negli studi di Teologia, Filosofia, e Matematica; l’ ultima delle quali con
uni versale utile leſse per molti anni nella famosa Università di Pisa. Scrisse -
un libro della traduzione dell'anno al suo num. sopra i pianeti , sopra la
sfera di Giovanni Sacro Bosco, sopra il Maestro delle Sentenze, e sopra
la Coſmografia dell’ Universo, che sono nella Libreria degli Angioli. Fu
Tultimo Curato Monaco di S. Cecilia di Pisa da noi fondata l'anno 1103.
e in oggi il Monastero di S. Michele vi ha una sola voce nell’elezione del
Curato, e una il Popolo. Nel 66., e 78. consegui di essere Abbate di S.
Michele di Pisa; come costa da’ Contratti rogati da Niccolò di Paolo di
Clemente del Troncia, Cittadino , e Notaro Pisano , che sono nel libro Croce -
a carte 73. Ottenne ancora la nobile Badia di S. Maria in Grado d’Arezzo. -
In ultimo fu Visitatore dell’Ordine , dipoi supremo Prelato, ovvero
Generale l’anno 1586. dopo a Don Stefano dal Sassolo Eremita di Camaldoli; -
come registra il Mini nel suo Catalogo de’Santi , e Beati Camaldolesi -
a carte 36. Terminato con molto suo onore il Generalato, gli fu data
la nobile, ed antica Abbadia di S. Giusto di Volterra, ove terminò i suoi
giorni l'anno 1591. il di 8. di Agosto , e quivi fu onorevolmente sepolto
come apparisce dal registro degli Angioli a carte 87. Fu intrinseco confidente, -
e amico di Don Antonio Corsi Generale, che riacquistò dalle mani
de Commendatari la Badia di Bertinoro; come dice il Razzi nell’ ultimo
del suo Catalogo de’ Santi, e Beati Camaldolesi. A petizione del Cardinal -
Gallio, Protettore dell’Ordine , Gregorio XIII. Sommo Pontefice concedè -
l’anno 1578. il privilegio di liberare un’anima dalle pene del Purgatorio, -
ogni volta, che si celebra all'Altare di S. Jacopo di Casa Nobili; come -
si vede dal Breve, che è in detto Archivio ; e dalla lapida marmorea
che è nel muro di detta Cappella.
Li succedè nel Priorato Don Gio. Battista di Biagio Rassinesi Nobil
Fiorentino l’anno 1579. come si vede dal predetto registro M. a carte 87.
Ebbe si maravigliosa destrezza nel maneggio de’negozj dell'Ordine, mentre
era Abbate de Santi Quattro di Roma, e Procuratore Generale, che fu
cosa maravigliosa. Gregorio XIII. Sommo Pontefice li concesse un' Indulgenza -
perpetua di dieci anni, e 20. Quarantene a chi visiterà il Corpo -
di S. Romualdo il di 7. Febbraro ; come costa dal Breve dato in Roma
per mano di Cesare Gloriero. Nel Capitolo Generale fatto alle Carceri l'
anno 1579. ove il Papa fece Protettore il Cardinale Tolomei, concorse Don
Gio. Battista al Generalato. Determinarono in questo Congresso, che si ergessero -
qua ttro Accademie ne’predetti Monasteri di Classi, delle Carceri.
dell'Avellana, e di S.Giusto di Volterra. In queste ci fossero Lettori di Logica, -
Filosofia, Teologia, e Sacra Scrittura, a'quali fosse concesso il voto nel
Capitolo Generale, quando però in esso sostengano le Conclusioni. Possano
ancora essere due di ioro Definitori; come scrive il Mini nella sua Croni.
ca manoscritta. Confermò il Priore predetto quello, che aveva conceduto il
suo Antecessore a Girolamo Minucci Nobil Volterrano, e Coppiero della
Glo¬