Metadata : Vitruvius: Dell' architettura di Marco Vitruvio Pollione libri dieci

CAPO  VI.
105
Le  proporzioni  di  queste,  alla  maniera  Dorica,  vanno  considerate  ne'seguenti -
  termini:  cioé,  che  la  sommità  della  cornice  d’esse  porte,  la  quale
si  pone  al  disopra  dell'architrave,  stia  al  livello  colla  sommità  de’  capitelli -
  di  quelle  colonne  che  saranno  nel  vestibulo.  La  luce  poi  della  porta
si  trovi  in  questo  modo  :  cioè,  dividendo  l’altezza  del  tempio  dal  pavimento -
  sino  ai  lacunari  ()  in  parti  tre  e  mezo,  ed  assegnandone  due
parti  all'altezza  della  luce  della  porta.  Codesta  altezza  suddividasi  poi  in
(1)  Gl’  interpreti  di  Vitruvio  non  sono  concordi
cimasa  Dorica,  e  coll'  astragalo  Lesbio  sia  puranco
nella  determinazione  dell’  altezza  de’  lacunari  del
eguale  all'  altezza  dell'  architrave.  Ciò  posto,  rivestibulo: -
  poichè  dalla  distanza  che  passa  da  quemane -
  tra  il  fregio  e  la  sommità  de'  capitelli  del
st'  altezza  fino  al  pavimento,  divisa  in  tre  parti  e
T  ordine  un’  altezza  straordinariamente  eccessiva
mezzo,  nasce  la  radice  da  cui  derivano  le  dimenper -
  la  cornice  che  corona  la  porta.  Siffatto  strasioni -
  della  luce  della  porta  e  del  sopra-ornato  ;  e
ordinario  adornamento  non  fu  mai  autorizzato  da
siccome  la  sua  massima  altezza,  cioè  del  detto
esempi  della  buona  antichità,  nè  seguito  in  prasopra-ornato, -
  deve  ricorrere  a  livello  della  somtica -
  da'ristoratori  dell'  arte,  né  approvato  dalla
mità  de'  capitelli,  cosi  risulta,  al  dire  del  Cesaragione, -
  nè  da’  precetti  stessi  del  N.  A.  in  tutto  il
riano,  del  Filandro  ed  altri,  una  cornice  greve  e
resto  delle  sue  decorazioni  architettoniche.  Poiché
deforme  (Vedi  Tav.  XIX.  Fig.  2)
egli,  sempre  coerente  ne'suoi  precetti,  c'istruisce
Il  Barbaro  prende  la  divisione  delle  parti  (tre
«  che  generalmente  tutti  gli  aggetti  delle  cornici
e  mezzo)  dal  pavimento  alla  sommità  della  trabeariescono -
  graziosi  allorchè  questi  hanno  lo  sporto
zione  dell’ordine,  per  iscemare  l’altezza  della  coreguale -
  all'  altezza  (lib.  III.  cap.  3)  ».  Che  questa
nice  della  porta.  Il  Poleni,  l'  Ortiz  ed  il  Blondel,
legge  debbasi  applicare  anco  alla  cornice  che  dedeterminano -
  l'  altezza  de'  lacunari  al  disopra  de
cora  la  trabeazione  della  porta  Dorica,  lo  dimocapitelli -
  de’  triglifi.  Il  Bertano  erroneamente  spiega
strano  ad  evidenza  le  superstiti  opere  della  più  rià -
  dal  pavimento  sino  al  vertice  del  frontespizio  »
verita  antichità  greco-romana.  Le  proporzioni  recioë -
  altitudo  aedis  per  lacunaria.  L'Orsini  intende
ciproche  tra  l’architrave,  il  fregio  e  la  cornice
«  dal  pavimento  alla  sommità  della  völta  a  lacudella -
  porta,  si  conseguiscono  regolarmente,  divinari -
  della  cella  ».  Il  Perrault  ed  il  Rusconi  «  da
dendo  l'altezza  che  passa  dal  pavimento  ai  lacupavimento -
  alla  sommità  de'  triglifi,  non  compresc
nari  in  parti  tre  e  mezzo,  ed  assegnandone  due  e
il  loro  capitello  ».  Codesto  è  il  limite  de  lacunari
mezzo  all'  altezza  della  luce  della  porta.  Nel  reà -
  cui  mi  attenni  nella  dimostrazione  delle  Fig.  1.
stante  si  procede  colle  medesime  suddivisioni  pre¬3, -
  e  5.  Tav.  XIX.,  sembrandomi  la  piü  consentascritte -
  da  Vitruvio,  che  convengono  anco  alla  lainea -
  al  vero,  ed  alla  mente  dell'  Autore.  A  questo
ghezza  degl'  intercolunnj  di  mezzo  de'  Tempi  dellimite -
  corrisponde  anche  il  sentimento  di  Newton
l'ordine  Dorico  (come  vedesi  nella  Tav.  XVII.
il  quale  osserva  doversi  i  lacunari  del  vestibulc
Fig.  7,  e  Tav.  XIX.  Fig.  1).  Riporterò  a  confermasituare -
  a  livello  della  soffitta  del  gocciolatojo  dell
zione  del  mio  sentimento  ciò  che  scrive  in  propoordine; -
  come  riscontrasi  nei  Templi  di  Teseo  in
sito  il  Neyton,  nella  nota  registrata  a  fac.  105
Atene,  della  Sibilla  a  Tivoli,  di  Vesta  a  Roma,  ec.
vol.  II.  part.  I.  Vitr.  Pol.  e  Strat.
Il  Galiani  sensatamente  osserva  che,  siccome  i  la
«  Newtonus  eam  deformitatem,  quae  ex  fi
cunari  possono  essere,  ed  in  soffitta  piana,  ed  in
guris  aliorum  interpretum  consequitur,  considerans
volta  (ad  circinum  delumbata),  cosi  l'ampiezza
rem  hanc  omnem  sequenti  modo  illustravit.  Bina
della  luce  della  porta,  derivando  dall'  altezza  che
adducit  exempla  antiqua  ostiorum,  in  quibus  coronrimane -
  dal  pavimento  ai  lacunari,  può  risultare
hyperilyri  aeque  librata  est  cum  abacis  capitulorum,
diversa  in  un  medesimo  vestibulo.
Alterum  est  in  Dorico  Templo  Corae,  alterum  in
Ora,  stabilito  per  base  della  proporzione  che
Templo  Sibyllae  Tiburtino.  Verum  in  utroque  al
l'altezza  da  dividersi  in  parti  tre  e  mezzo  sia  dal
utudo  divisa  est  in  partes  tres  semis  a  lacunari  ad
pavimento  alla  sommità  de’  triglifi,  resta  a  vedere
pavimentum,  easumque  duae  semis  altitudini  osticon -
  quali  principi  si  possa  deviare  alquanto  dalla
tributae  sunt.  Hac  recepta  mensura  ostium  prodit
regola  registrata  nel  Testo  (forse  alterato  dagl
in  quo  membra,  juxta  Vitruvianas  proportiones  diamanuensi); -
  quella  cioè  di  attribuire  due  parti  alsposita, -
  nullam  ab  excessu  deformitatem  inferunt,  ac
l'altezza  della  luce  della  porta  Dorica,  delle  tre
summa  corona  aequilibrata  prodit  cum  abacis  capi
e  mezzo  sopra  indicate,  portando  il  Vitruviand
tulorum  in  pronao.  Hinc  in  Vitruviano  textu  errodude, -
  a  dude  S.,  come  in  seguito  si  vedrà.  Vitrurem -
  irrepsisse  probabile  est,  atque  loco  duae,  scilivio -
  stabilisce  che  la  sommità  della  cornice  della
cet  partes  ex  tribus  cum  dimidia  altitudini  ostii  triporta -
  debba  essere  a  livello  del  disopra  de'  capi
buendae,  legendum  est  duae  S.
telli  di  quelle  colonne  che  saranno  nel  vestibulo;
Le  figure  infatti  delle  porte  delineate  dal  Ruche -
  l'altezza  dell'  architrave  della  porta  sia  esconi -
  seguono  quest'  ultima  proporzione.
guale  alla  fronte  dello  stipite;  che  il  fregio  colla
            
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