Full text : Selvatico, Pietro: Sulla architettura e sulla scultura in Venezia dal Medio Evo sino ai nostri giorni

agevolmente  s'accorse  che  l'architettura  orientale,  se  avea  modificato -
  lo  stile  latinó  in  Italia,  non  era  giunta  per  altro  a  mutarlo  mai
compiutamente,  e  che  le  vecchie  tradizioni  vi  si  eraño  quasi  per
intiero  conservate.  Nè  poteva  accadere  altrimenti  nel  paese  che.
avea  saputo  far  salire  a  tanta  grandezza  ed  a  tanta  bellezza  la
architettura.
Ora  dunque  che  io  devo  parlare  intorno  allo  stile  bisantino  introdottosi -
  verso  il  mille  a  Venezia,  mi  è  forza,  a  fine  di  sceverare
il  vero  dal  falso  e  togliere  dai  dissidenti  pareri  la  inevitabile  esagerazione, -
  vagliare  gli  argomenti  portati  in  campo  dal  Rumohr.
aggiungervi  quanto,  a  conferma  delle  osservazioni  lanciate  sagacemente -
  dall’Alemanno,  dissero  e  Ramèe  e  Couchaud  1,  e  fatta  ragione -
  di  quegli  scritti  col  paragonarli  ai  monumenti,  venirne  in
una  conseguenza  che  distrugga  o  scemi  almeno  gli  antichi  errori.
All’architettura  orientale  che  sorse  con  Giustiniano  e  fiori  dopo
di  lui  si  suol  dare  da  tutti  gli  scrittori  il  nome  di  bisantina.  In
codesto  appellativo  v’  ha  per  altro  alcun  che  di  vago,  che  non  vale
veramente  ad  esprimere  quanto  si  vorrebbe  significare.  Nei  mille
anni  di  vita  ch’  ebbe  l’Impero  di  Bisanzio,  fu  cosi  sottoposto  a  varia -
  vece  di  avvenimenti  che  tornava  impossibile  l’architettura  di
quell’Impero  potesse  rimanersi  nell’undecimo  eguale  à  quella  che
fioriva  nel  quinto  e  nel  décimoquinto  secolo.  Questo  nome  dunque
d’architettura  bisantina  altro  non  può  se  non  accennare  ad  una
serie  di  stili,  i  quali  l’un  sull’  altro  s’innestarono  dentro  a  limiti
dell’Impero  d’Oriente.  Il  confronto  fra  l’architettura  cristiana  di
Occidente  con  l’altra  d’Oriente  non  deve  però  scompagnarsi  dal
fatto  essenziale  ché  le  due  scuole  nácquero  simultaneamente  dall’arte -
  romana  usata  sotto  il  dominio  de'  Cesari  ed  avviata  già  a
scadimento.  Ne  viene  perciò  di  conseguenza  che  in  ben  più  d’un
punto  debbano  collegarsí  e  mostrare  la  comune  origine  loro.  La
civiltà  de’  primi  secoli  cristiani  fu  in  generale  un  composto  di  elementi -
  greci  e  romani;  Roma  da  lungo  tempo  era  la  città  più  splendida -
  per  monumenti  architettonici  ed  il  tipo  immediato  della  fondazione -
  di  Costantinopoli.
Quando  nel  quartó  secolo  quest’  ultima  città  divenne  una  novella
Roma  e  la  sede  costante  degli  imperatori,  era  naturale  che  dovessero -
  alzarsi  in  essa  molti  e  grandiosi  monumenti,  cosi  pel  culto,
come  per  tutto  quello  ch’avea  relazione  alla  vita  pubblica,  ma  non
per  questo  si  manifestò  un  nuovo  stile  ed  un  nuovo  gusto;  rimase
1  Ramèe,  Manuel  d'architecture.  Paris  1843,  vol  2.  Couchaud,  Eglises  Bysantines.  Paris  1642.
            
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