agevolmente s'accorse che l'architettura orientale, se avea modificato -
lo stile latinó in Italia, non era giunta per altro a mutarlo mai
compiutamente, e che le vecchie tradizioni vi si eraño quasi per
intiero conservate. Nè poteva accadere altrimenti nel paese che.
avea saputo far salire a tanta grandezza ed a tanta bellezza la
architettura.
Ora dunque che io devo parlare intorno allo stile bisantino introdottosi -
verso il mille a Venezia, mi è forza, a fine di sceverare
il vero dal falso e togliere dai dissidenti pareri la inevitabile esagerazione, -
vagliare gli argomenti portati in campo dal Rumohr.
aggiungervi quanto, a conferma delle osservazioni lanciate sagacemente -
dall’Alemanno, dissero e Ramèe e Couchaud 1, e fatta ragione -
di quegli scritti col paragonarli ai monumenti, venirne in
una conseguenza che distrugga o scemi almeno gli antichi errori.
All’architettura orientale che sorse con Giustiniano e fiori dopo
di lui si suol dare da tutti gli scrittori il nome di bisantina. In
codesto appellativo v’ ha per altro alcun che di vago, che non vale
veramente ad esprimere quanto si vorrebbe significare. Nei mille
anni di vita ch’ ebbe l’Impero di Bisanzio, fu cosi sottoposto a varia -
vece di avvenimenti che tornava impossibile l’architettura di
quell’Impero potesse rimanersi nell’undecimo eguale à quella che
fioriva nel quinto e nel décimoquinto secolo. Questo nome dunque
d’architettura bisantina altro non può se non accennare ad una
serie di stili, i quali l’un sull’ altro s’innestarono dentro a limiti
dell’Impero d’Oriente. Il confronto fra l’architettura cristiana di
Occidente con l’altra d’Oriente non deve però scompagnarsi dal
fatto essenziale ché le due scuole nácquero simultaneamente dall’arte -
romana usata sotto il dominio de' Cesari ed avviata già a
scadimento. Ne viene perciò di conseguenza che in ben più d’un
punto debbano collegarsí e mostrare la comune origine loro. La
civiltà de’ primi secoli cristiani fu in generale un composto di elementi -
greci e romani; Roma da lungo tempo era la città più splendida -
per monumenti architettonici ed il tipo immediato della fondazione -
di Costantinopoli.
Quando nel quartó secolo quest’ ultima città divenne una novella
Roma e la sede costante degli imperatori, era naturale che dovessero -
alzarsi in essa molti e grandiosi monumenti, cosi pel culto,
come per tutto quello ch’avea relazione alla vita pubblica, ma non
per questo si manifestò un nuovo stile ed un nuovo gusto; rimase
1 Ramèe, Manuel d'architecture. Paris 1843, vol 2. Couchaud, Eglises Bysantines. Paris 1642.