GIORNATA
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lo mi lagnerò di bel nuovo, che le proporzioni -
del libro non mi consentano maggiori dettagli, -
e dove mi tratterrei in piacevoli osservazioni, -
mi spingano innanzi a proseguire il
catalogo. Dicasi adunque de tre ritratti ad olio
che ha questa sala di personaggi, com’ è a credere, -
della famiglia, attribuito l'uno ad autore
spagnuolo, l’ altro d’ uomo a cavallo del Wandik, -
ed il terzo che si dà per Francesco M.
Balbi eletto doge nel 1700, di D. Piola. Si
saluti nuovamente quel prodigioso colorista di
Bernardo Strozzi in una tela ch’è qui di facciata -
colla storia di Giuseppe che spiega il sogno -
ai due prigioni; nè si defraudino d'osservazione -
e di lode due busti in marmo locati al
sommo: ritratto il primo di Giacomo Maria Balbi
scolpito da Nicolò Traverso, l’ altro di Domenico
Pallavicini, lavoro di Santo Varni.
A destra della sala succedono l' uno all' altro
quattro salotti e tre gallerie con preziose raccolte -
di quadri, e con molto decoro d'affreschi
eseguiti da diversi autori. Nella vólta del primo
ha dipinto il trionfo d' Ercole con figure allusive
alle fatiche di lui Gregorio Defferrari, il quale
protetto dal march. Francesco M. ed albergato
col suocero Piola nella sua villa quando la città
era iniquamente fulminata da Luigi di Francia,
dovette usar quivi l'ingegno come il consigliava
ALIZERI Guida di Genova Vol. II.