Inhaltsverzeichnis : Sogliano, Antonio: Guida di Pompei

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l’atrio  a  destra  sta  il  domestico  larario  (edicola  degli  dèi  protettori
della  casa);  di  fronte  si  apre  lo  spazioso  tablino  (originariamente  sala
da  pranzo,  in  un  tempo  posteriore  stanza  da  studio)  e  ai  lati  le  alae,
che  rappresentando  un  ulteriore  ampliamento  dell’atrio  non  hanno  porte
di  chiusura,  ma  formano  un  tutto  con  l’atrio.  Alle  spalle  del  tablino
un  grazioso  giardinetto  (viridarium)  con  una  fontanina  e  figure  mar
moree  tra  i  fiori  (v.  fig.  7).
La  decorazione  dipinta,  nella  quale  prevalgono  le  architetture  fan
tastiche,  è  un  esempio  caratteristico  e  ben  conservato  dello  stile  degli
ultimi  tempi  di  Pompei.  I  migliori  quadri  furon  tolti  e  trasportati  nel
Museo  di  Napoli.
Tutta  l’isola  a  sud-est  del  quadrivio,  formato  dall’  incontro  della
strada  Stabiana  con  quella  detta  di  Nola,  è  occupata  da  un  grande  stabilimento -
  di  bagni  (terme  centrali),  che  nei  giorni  del  seppellimento
trovavasi  ancora  in  costruzione  (fig.  6,  C).  Oltre  al  caldarium  vi  ha
qui  una  stanza  circolare  per  coloro  che  volevan  sudare  in  ambiente
caldo  e  secco  (Laconicum  o  assa  sudatio).
Uscendo  da  queste  terme  per  l’ingresso  settentrionale  sulla  via  di
Nola,  ovvero  dal  quadrivio  andando  verso  oriente,  si  svolti  nel  vicolo
a  sinistra  che  sbocca  di  fronte  alle  terme.
Nella  osteria  (caupona)  con  gl’ingressi  dal  3°  e  4°  vano  a  destra
del  vicolo  e  propriamente  nella  stanza  destinata  agli  avventori,  si  rinvennero, -
  oltre  a  molte  anfore  vinarie,  tre  grandi  trombe  anfiteatrali  di
bronzo,  che  si  conservano  nel  Museo  di  Napoli.  Un  quadretto  pompeiano, -
  in  cui  il  vinaio  porge  da  bere  ad  un  soldato,  ci  faceva  pensare
alle  frequenti  orgie  dei  legionarí  e  dei  gladiatori;  ma  per  siffatta  scoperta -
  la  pallida  immagine  si  anima,  si  riveste  di  carne  e  di  ossa  e
diventa  un  robusto  gladiatore,  che  coi  suoi  compagni  va  in  cantina  ad
affogare  nel  vino  le  cure  della  sua  infelice  esistenza;  ma  incalzati  dalla
fitta  pioggia  dei  lapilli  fuggono  abbandonando  le  enormi  trombe,  testimoni, -
  dopo  diciotto  secoli,  della  loro  presenza  in  quel  luogo.
Procedendo  innanzi  nel  vicolo,  dal  6°  vano  a  destra  si  entra  per
un  ingresso  secondario  nella  bella  casa,  detta  delle  nozze  d’argento
per  lo  scavo  qui  fatto  nel  1893  alla  presenza  dei  Reali  d’Italia  e  degli
            
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