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l’atrio a destra sta il domestico larario (edicola degli dèi protettori
della casa); di fronte si apre lo spazioso tablino (originariamente sala
da pranzo, in un tempo posteriore stanza da studio) e ai lati le alae,
che rappresentando un ulteriore ampliamento dell’atrio non hanno porte
di chiusura, ma formano un tutto con l’atrio. Alle spalle del tablino
un grazioso giardinetto (viridarium) con una fontanina e figure mar
moree tra i fiori (v. fig. 7).
La decorazione dipinta, nella quale prevalgono le architetture fan
tastiche, è un esempio caratteristico e ben conservato dello stile degli
ultimi tempi di Pompei. I migliori quadri furon tolti e trasportati nel
Museo di Napoli.
Tutta l’isola a sud-est del quadrivio, formato dall’ incontro della
strada Stabiana con quella detta di Nola, è occupata da un grande stabilimento -
di bagni (terme centrali), che nei giorni del seppellimento
trovavasi ancora in costruzione (fig. 6, C). Oltre al caldarium vi ha
qui una stanza circolare per coloro che volevan sudare in ambiente
caldo e secco (Laconicum o assa sudatio).
Uscendo da queste terme per l’ingresso settentrionale sulla via di
Nola, ovvero dal quadrivio andando verso oriente, si svolti nel vicolo
a sinistra che sbocca di fronte alle terme.
Nella osteria (caupona) con gl’ingressi dal 3° e 4° vano a destra
del vicolo e propriamente nella stanza destinata agli avventori, si rinvennero, -
oltre a molte anfore vinarie, tre grandi trombe anfiteatrali di
bronzo, che si conservano nel Museo di Napoli. Un quadretto pompeiano, -
in cui il vinaio porge da bere ad un soldato, ci faceva pensare
alle frequenti orgie dei legionarí e dei gladiatori; ma per siffatta scoperta -
la pallida immagine si anima, si riveste di carne e di ossa e
diventa un robusto gladiatore, che coi suoi compagni va in cantina ad
affogare nel vino le cure della sua infelice esistenza; ma incalzati dalla
fitta pioggia dei lapilli fuggono abbandonando le enormi trombe, testimoni, -
dopo diciotto secoli, della loro presenza in quel luogo.
Procedendo innanzi nel vicolo, dal 6° vano a destra si entra per
un ingresso secondario nella bella casa, detta delle nozze d’argento
per lo scavo qui fatto nel 1893 alla presenza dei Reali d’Italia e degli