DESCRIZIONE
mento del Duomo Senese. Le opere vermicolate, -
e tassellate, che 1 Greci facevano mirabilmente -
nei bassi tempi, non sono comparabili -
a questo genere di artifizio, poichè in quelle -
il solo merito è della materia, e della meccanica -
diligente, ma in questo veramente, pavimento -
Italiano, meritevole di illustrazione
quanto i più preziosi mosaici dell’antica Grecia -
, e di Roma, brilla tutto il fuoco dell' arte, -
tutta la maestria del disegno, e tutta la
profonda intelligenza degli Artisti migliori
Due sono i modi con cui venne eseguito in diversi -
tempi. L’uno ravvicinando tra loro i marmi -
di varia tinta talchè tassellando il piano
con pezzi di marmo configurati secondo il disegno, -
si venisse a dare distacco, e rilievo alle -
figure; l'altro s’è fatto col delineare e tratteggiare -
in un modo assai pittoresco, ed ardito -
il marmo bianco riempiendo ogni solco di
pece nera, il che rassomiglia a disegni eseguiti -
con tutto il maggior artifizio. E siccome un
tal genere di lavoro non viddesi prima altrove
usato, cosi devesi con tutta ragione attribuire
a Siena l’ invenzione di si smisurati Nielli in
marmo, cui manca soltanto il comodo di vederli -
bene, a meno che non pongasi il curioso
dall’ Atto della trabeazione del Tempio, »
Nella navata destra i primi cinque gran quadri -
del pavimento esprimono le cinque Sibille:
La Delfica lavorata da Giuliano di Biagio, e
da Vito di Marco nel 1482. La Cumea da ignoto -
Artefice : La Cumana da Giovanni di Ste