fullscreen : Band (2)

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Frutto  di  un  simigliante  amore,  quasi  ereditario  e
domestico  nella  famiglia  dei  Borghese,  si  è  un  quadro
delle  stesse  dimensioni  del  precedente  ,  che  il  Camuccini
ha  di  recente  condotto  al  principe  di  Maenza  Don  Francesco -
  Aldobrandini.  M.  Curio  Dentato,  raro  e  sublime
esempio  della  romana  virtu,  ne  somministra  l'argomento
nell’atto  che  ricusando  i  ricchi  doni  dei  Sanniti,  risponde -
  ai  legati  loro  quelle  parole  magnanime  ricordate  da
Plutarco  e  da  Tullio:  a  noi  non  cale  posseder  le  ricchezze -
  ,  ma  si  comandare  a  coloro  che  le  posseggono.  Siede
il  rigido  romano  vicino  a  un  desco,  sul  quale  è  apprestata -
  una  rozza  cena  ,  e  dove  appoggia  il  sinistro  gomito -
  :  la  persona  è  rivolta,  e  la  destra  è  stesa  verso  il  lato
diritto  del  quadro  ,  in  atto  di  chi  aiuta  la  parola  col
cenno.  L’attitudine  semplice,  ma  ardita  e  maestosa,  si
addice  bene  al  vincitore  di  Pirro.  Nel  luogo  accennato
da  Curio  sono  quattro  figure  ,  sopra  una  stessa  linea
la  prima  reca  un  urna  ,  la  seconda  sostiene  con  le  braccia -
  stese  un  bacile,  aiutata  dalla  terza  che  stende  ancor' -
  essa  un  braccio,  quasi  le  forze  di  quella  venisser
meno  al  soverchio  peso:  la  moyenza  di  queste  figure  non
può  esser  più  vera.  L'azione  dei  muscoli  è  giustamente
sentita  ,  non  esagerata  ,  non  convenzionale,  non  accademica. -
  La  quarta,  che  mostra  nell'  abito  e  nel  carattere  la
dignità  dell’  ufficio  ,  con  la  persona  piegata  inuanzi,  col
braccio  steso  addita  a  Curio  i  donativi  ,  e  con  muovimento -
  di  mirabile  espressione  si  meraviglia  delle  parole  di
lui.  Dietro  a  queste  sono  due  altre  figure,  che  in  grave
atteggiamento  stupiscono  a  tanta  grandezza  d’animo,  a  tanta
modestia  di  costumi.
Dal  lato  manco  del  quadro,  dirimpetto  alle  figure  sin
qui  descritte  ,  nè  lontana  dalla  mensa  presso  la  quale  siede
Curio,  è  la  consorte  sua  tenente  per  mano  due  fanciulli
che  guidava  forse  a  condire  di  lor  carezze  l’austerità  della -
  cena  paterna,  allorchè  giunsero  i  legati  dei  Sanniti.
Una  fantesca  ha  seguito  la  sua  signora  ;  nè  l’animo  servile -
  le  fa  celare  l'ammirazione  di  quella  virtù  ,  di  cui  vede
si  vivo  esempio  .  Ma  che  diremo  della  figura  del  Curio  di¬
            
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