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della natività d'esso signore, qual nacque alli 28 della Luna ¬
del mese di settembre, e in quel giorno si fa la maggior
festa che si faccia in tutto lanno, eccettuando il primo giorno ¬
del suo anno, nel qual si fa un altra festa. Di questa
appunto egli scrive nel cap. 12 in tal guisa : certa cosa è che
li Tartari cominciano l'anno del mese di febbrajo, e il Gran
Can e tutli quelli che a lui sono solloposti per le lor contrade ¬
celebrano tal festa, nella qual è consuetudine che tulti ¬
si vestino di vesti bianche, perchè li par, che la vesta
bianca significhi buon augurio , e però nel principio dell'anno ¬
si vestono di tal sorte di vesti, acciò che tutto l'anno gli
intravenga bene ed abbiano allegrezza, e sollazzo. Parla poi
dei copiosi ricchissimi doni, che in tal giorno si presentano dalle ¬
provincie al Gran Can; e del lusso del pubblico suo convito,
e cerimonie religiose prestategli da un gran Prelato. Veggasi il
c. 28 della Istor. Gen. de’ Viaggi, ove parecchie cose quivi descritte -
trovansi pur rammentate dal Gerbillon nel terzo viaggio
del 1691, rapporto alle usanze della corte Cinese ; e soprattutto ¬
il sullodato vol. i Costume ec. E manifesto poi che quel personaggio ¬
, che per cagion d’esempio dicesi gran Prelato da Marco, -
era un gran Lama, giacchè si sa che la religione cosi detta ¬
di Fo, di cui sono ministri i Lama e i Bonzi, presieduta da
un gran Lama, dipendente e conforme al Dalai Lama del Tibet,
allor vi fioriva: tanto più che Cublai medesimo giusta la Stor.
Unic. erasi tra’ Bonzi ascritto. Nieuhoff, e Isbrand-Ides, come
ne avverte l'Ist. Gen. t. 27, il pigliano per un araldo. La detta ¬
Stor. Univ. per altro t. 23 p, 120 fa carico a Marco d’avere
scritto in questo capo, che il primo giorno dell’anno della corte
di Cublai corrispondeva al primo di febbrajo ; mentre che l’anno ¬
civile cominciava come quello dei Cinesi d’oggidi col primo
giorno della prima luna, la quale è quella, nel cui corso il sole ¬
entra nel segno de’ Pesci. Primieramente si osservi , che bensi -
il testo pipiniano, e del Novus Orbis recano in questo luogo ¬
il cominciamento dell’ anno tartarico colle calende di febbrajo, ¬
ma non il testo di Ramusio, il quale lo dice accadere del