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locare a' primi Pilaſtri, coſa tanto necessaria a ricordarla -
in questi tempi, per esferci di coloro, che sono
soverchiamente vaghi di levarle, e distruggerle in occasione -
di rinnovare gli Edifizi. Avrebbe poi il magnifico -
Fondatore, come abbiamo dalle Croniche del
Convento, sodisfatto allo sfogo di sua liberalità in adornare -
questa Tribuna più sontuosamente, se non se gli
fossero opposte le preghiere de' Frati, i quali aveano a
cuore, che si mantenesse una certa umiltà, e semplicità -
di ornamenti. La Tavola, che era a questo Altare,
dipinse sull' asse il Beato Giovanni Angelico, la quale
inoggi vedesi traslatata nell' andito della Sagrestia, e il
Vasari nelle Vite de' Pittori, quando giugne a discorrere -
di questa dipintura, encomiando la diligenza, e
l'arte superiore a tutte l’altre, che fece il Beato Artefice, -
le dà titolo di bella a maraviglia, veggendosi
in essa la Madonna in alto con Angioli, e Santi attorno, -
e nell' imbasamento alcune Storie de' Santi Cosimo, -
e Damiano Avvocati di Casa Medici. Ed in
questa guisa compita la sontuosa Tribuna, che veniva
ad accrescere decoro alla Chiesa, si pensò a nuovo,
e più pregevole vantaggio, quale si fu la Sagra, fattasi -
da Papa Eugenio IV. nel 1442. nella festa della.
Epifania con grandissima solennità in riguardo al Pontefice, -
e in grazia del Magnifico Cosimo per averla senza
riſparmio di ſpeſa preparata, e di essa le circostanze rag.
guardevoli ci serbiamo a darle qui sotto, quando ragioneremo -
delle Pitture del Chiostro, dove Alessandro
Tiarini Pittor Bologneſe a maraviglia le rappresentò in
una lunetta. Due cose però non possiamo qui tacere,
e vale a dire il Decreto della Repubblica Fiorentina,
che ſtabili in perpetuo il venire ogni anno alla visita
per l’acquisto del Perdono lasciatovi da Eugenio in,
quel giorno, e la Iscrizione in lapida contenente in
carattere antico la memoria di si nobile funzione, dicendo -
come appresso:
CVM