RAGIONAMENTI
P. Dirò, che son quelli, che avete fatti dinanzi a Cosimo, che anno in mano -
quel modello, e gliene mostrano; ma se son loro, mostratemi quale è
Filippo, che io ho sempre avuto vaghezza di conoscerlo, e ogni volta ch'
io veggio la macchina della Cupola, mi vien sempre in memoria il grande -
animo, e ingegno di quell'uomo.
G. Avete ragione, che non ne nasce ogni di; imperò Filippo è quegli, che
è ginocchioni, raso, con quel cappuccio in capo, vestito di paonazzo; Lorenzo -
è ritto, raso anch'egli, e sostiene insieme con Filippo il modello
di legno.
P. Non è egli quello, che gittò le porte di San Gioyanni di bronzo?
G. Signor si, l’uno, e l'altro raro nella professione sua, degni veramente
di servir Cosimo.
P. A che accenna loro Cosimo?
G. Accenna, come V. E. vede, che quelli scarpellini, che lavorano quelle
pietre, e i muratori, che murano, co'legnajuoli, fabbri, e gli altri manifattori, -
sollecitino la muraglia, avendo ragionato loro, che voleva metter
mano al monasterio di San Marco di Firenze (il quale vedete quaggiù di
sotto in questo ovato dirimpetto, che lo murano) e a molti altri edifizj, -
e luoghi pii.
In verità che egli murò assai, che ne ho visti gran parte; guardate, che
bel tempio, e convento su quello della Badia di Fiesole, e San Girolamo
nel medesimo monte, il monasterio di Santa Verdiana, il Noviziato di
Santa Croce fatto da i fondamenti, la Cappella della Nunziata ne'Servi,
a San Miniato al Monte, al bosco a' Fratti in Mugello, e molte altre
cose di Chiese, che non ho a memoria; e inoltre intendo, che le riempiè
di paramenti, argenterie, e cose degne d’ogni gran Principe; che fino
nell' Eremo di Camaldoli intendo, che sece una cella da Romiti bellissima,
e a Volterra edificò il luogo di San Francesco, che lo fini Piero suo fi.
gliuolo dopo che Cosimo su morto; e intendo, che sino in Gerusalemme
fece uno Spedale per li Pellegrini; e fino da voi ho inteso dire, che fece
nella facciata di San Piero di Roma le finestre di vetro con l'arme sua.
G. Egli è vero, che al tempo di Papa Paolo terzo furono disfatte, e rifatte -
di nuovo con l'arme di quel Papa.
P. Lassiamo questo, ma ditemi un poco, chi è quegli con quel cappuccio av.
volto al capo, con occhi vivi, e quell'altro più vecchio, che abbassa la
testa guardando il modello?
G. Il primo è Donatello scultore, anima, e corpo di Cosimo, il quale è in
compagnia sua, per vedere, e lodare quell'opera, e parte per mostrare i
disegni, ch'egli ha fatti, degli ornamenti di stucco della sagrestia vecchia,
e delle porticciole di bronzo, che vi fece, cosi delle quattro figure di
stucco grandi, che sono ne’tabernacoli della crociera della Chiesa, e le cere -
da far gittare di bronzo i pergami di San Lorenzo, e il modello dell
altar maggiore, con la sepoltura di Cosimo a'piedi.
P. L'altro ditemi chi è?
G. E' Michelozzo Michelozzi scultore, e architettore, il quale gli fe il mo.
dello, e se condurre il palazzo suo di Fiorenza, quel di Careggi, Cafaggiuolo, -