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Avanti la porta minore di detta chiesa vi ha una
piazza abbellita di buoni edifizii. Nel mezzo di essa si
vede una specie di obelisco, su di cui è posta la statua
in bronzo di S. Domenico. Fu cominciato con disegno
del Fansaga e fu terminato da Domenico Antonio Vaccaro -
nel 1737. Non è opera di buon gusto. Dentro del
palazzo del duca di Casacalenda vedesi ancora la piccola
chiesa di S. Maria Rotonda, antica parrocchia ora abbandonata, -
la quale fu edificata sulle stesse mura dell’ -
antico tempio di Vesta in figura rotonda, forma che
solevasi dare a’ tempii di questa dea. Le colonne di granito -
che tuttavia vi si osservano, avevano servito alla
decorazione di quell’ antico tempietto.
In breve distanza da S. Domenico è l’altra chiesa,
anch’ essa di struttura gotica, di S. Pietro a Majella.
Vi era annessa una badia di Celestini, fondatore de’quali
fu Pietro Celestino , poi papa, che aveva il suo romitorio -
sul monte Majella in Abruzzo; laonde facile è capire -
perchè porti tal nome. Fu edificata al tempo di Alfonso -
II da un certo Pipino di Barletta, che da notajo
divenne ministro e conte di Minervino. Sul soffitto si veggono -
le più belle pitture del cavalier Calabrese : rappresentano -
le azioni di S. Pier Celestino nel monte Majella -
e nel papato, e quelle della crociera le azioni di
S. Caterina Alessandrina. Nella cappella di S. Pier Celestino -
il quadro dell’ altare è del Massimo , i freschi
del de Matteis. Nell’altra a fianco della sagrestia la statua -
di S. Sebastiano è del Merliano. L’ Assunta della
cappella Gaetani è di Giacomo del Po. Sulla porta minore -
il quadro della Vergine col Bambino, il quale sposa
S. Caterina avanti a S. Pier Celestino, è opera del Criscuolo. -
I freschi nella sagrestia appartengono al de Matteis.
Nel monastero è stato ultimamente traslocato il Col¬