Metadata : Galanti, Giuseppe Maria: Napoli e contorni

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Avanti  la  porta  minore  di  detta  chiesa  vi  ha  una
piazza  abbellita  di  buoni  edifizii.  Nel  mezzo  di  essa  si
vede  una  specie  di  obelisco,  su  di  cui  è  posta  la  statua
in  bronzo  di  S.  Domenico.  Fu  cominciato  con  disegno
del  Fansaga  e  fu  terminato  da  Domenico  Antonio  Vaccaro -
  nel  1737.  Non  è  opera  di  buon  gusto.  Dentro  del
palazzo  del  duca  di  Casacalenda  vedesi  ancora  la  piccola
chiesa  di  S.  Maria  Rotonda,  antica  parrocchia  ora  abbandonata, -
  la  quale  fu  edificata  sulle  stesse  mura  dell’ -
  antico  tempio  di  Vesta  in  figura  rotonda,  forma  che
solevasi  dare  a’  tempii  di  questa  dea.  Le  colonne  di  granito -
  che  tuttavia  vi  si  osservano,  avevano  servito  alla
decorazione  di  quell’  antico  tempietto.
In  breve  distanza  da  S.  Domenico  è  l’altra  chiesa,
anch’  essa  di  struttura  gotica,  di  S.  Pietro  a  Majella.
Vi  era  annessa  una  badia  di  Celestini,  fondatore  de’quali
fu  Pietro  Celestino  ,  poi  papa,  che  aveva  il  suo  romitorio -
  sul  monte  Majella  in  Abruzzo;  laonde  facile  è  capire -
  perchè  porti  tal  nome.  Fu  edificata  al  tempo  di  Alfonso -
  II  da  un  certo  Pipino  di  Barletta,  che  da  notajo
divenne  ministro  e  conte  di  Minervino.  Sul  soffitto  si  veggono -
  le  più  belle  pitture  del  cavalier  Calabrese  :  rappresentano -
  le  azioni  di  S.  Pier  Celestino  nel  monte  Majella -
  e  nel  papato,  e  quelle  della  crociera  le  azioni  di
S.  Caterina  Alessandrina.  Nella  cappella  di  S.  Pier  Celestino -
  il  quadro  dell’  altare  è  del  Massimo  ,  i  freschi
del  de  Matteis.  Nell’altra  a  fianco  della  sagrestia  la  statua -
  di  S.  Sebastiano  è  del  Merliano.  L’  Assunta  della
cappella  Gaetani  è  di  Giacomo  del  Po.  Sulla  porta  minore -
  il  quadro  della  Vergine  col  Bambino,  il  quale  sposa
S.  Caterina  avanti  a  S.  Pier  Celestino,  è  opera  del  Criscuolo. -
  I  freschi  nella  sagrestia  appartengono  al  de  Matteis.
Nel  monastero  è  stato  ultimamente  traslocato  il  Col¬
            
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