DISCORSO
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fondo d' una Valle circondata da Colline altissime.
Quindi scesi nel Piano dell' Era, e guadai più volte
il Fiume, finattantochè entrai nella Strada Fiorentina, -
e cominciai a salire il Monte di Volterra.
In questo contorno probabilmente erano quell'acque, -
delle quali Fazio degli Oberti racconta un certo -
miracolo. Ecco le sue parole
Noi eravamo sopra l'Era, quando
Mi fu mostrata un acqua, e per alcuno
Contato, a cui di novità dimando:
Usato è qui fra noi, che ciascheduno
qui gl'im
Che fae cerchi da vegge (cioè botti
moglia
Perchè sempre de dieci ne perda uno
Nè alcun può veder cui questo li toglia:
L'un pensa che'l Dimonio se l'afferra
L'altro che'l Lago da se se l'ingoglia.
Non so ſe in oggi ſegua più cosi, ma probabilmente -
il creduto Dimonio era qualche ladro del paese
ma modeſto, perchè si contentava di rubar solamente -
dieci per cento
La salita di Volterra non è meno di tre miglia
ma praticabile anche a' Calessi: è tutta in terreni di
Tufo o di Creta, ne’ quali sono Domesticheti, cioè coltivazioni -
bene intese. Le più fruttuose sono quelle
sul Tufo, ma sulla Creta ancora ne sono delle buone, -
mercè l'industria de' Contadini. A misura che si
sale, si scuoprono nelle vicinanze della strada frane, e
rosure grandissime di Creta o Mattaione, che occupa -
la parte inferiore di questa Collina. Elle sono tanto -
orribili e profonde, che se uno non le vede, non
può crederne vere le descrizioni. Le più spaventose -
di tutte, e delle quali non so se se ne possa trovare -
maggiori, sono rasente alle mura del Borgo di
Vol¬(1) -
Dittam. Canto 8.