Metadaten : Volume II (2)

DISCORSO
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fondo  d'  una  Valle  circondata  da  Colline  altissime.
Quindi  scesi  nel  Piano  dell'  Era,  e  guadai  più  volte
il  Fiume,  finattantochè  entrai  nella  Strada  Fiorentina, -
  e  cominciai  a  salire  il  Monte  di  Volterra.
In  questo  contorno  probabilmente  erano  quell'acque, -
  delle  quali  Fazio  degli  Oberti  racconta  un  certo -
  miracolo.  Ecco  le  sue  parole
Noi  eravamo  sopra  l'Era,  quando
Mi  fu  mostrata  un  acqua,  e  per  alcuno
Contato,  a  cui  di  novità  dimando:
Usato  è  qui  fra  noi,  che  ciascheduno
qui  gl'im
Che  fae  cerchi  da  vegge  (cioè  botti
moglia
Perchè  sempre  de  dieci  ne  perda  uno
Nè  alcun  può  veder  cui  questo  li  toglia:
L'un  pensa  che'l  Dimonio  se  l'afferra
L'altro  che'l  Lago  da  se  se  l'ingoglia.
Non  so  ſe  in  oggi  ſegua  più  cosi,  ma  probabilmente -
  il  creduto  Dimonio  era  qualche  ladro  del  paese
ma  modeſto,  perchè  si  contentava  di  rubar  solamente -
  dieci  per  cento
La  salita  di  Volterra  non  è  meno  di  tre  miglia
ma  praticabile  anche  a'  Calessi:  è  tutta  in  terreni  di
Tufo  o  di  Creta,  ne’  quali  sono  Domesticheti,  cioè  coltivazioni -
  bene  intese.  Le  più  fruttuose  sono  quelle
sul  Tufo,  ma  sulla  Creta  ancora  ne  sono  delle  buone, -
  mercè  l'industria  de'  Contadini.  A  misura  che  si
sale,  si  scuoprono  nelle  vicinanze  della  strada  frane,  e
rosure  grandissime  di  Creta  o  Mattaione,  che  occupa -
  la  parte  inferiore  di  questa  Collina.  Elle  sono  tanto -
  orribili  e  profonde,  che  se  uno  non  le  vede,  non
può  crederne  vere  le  descrizioni.  Le  più  spaventose -
  di  tutte,  e  delle  quali  non  so  se  se  ne  possa  trovare -
  maggiori,  sono  rasente  alle  mura  del  Borgo  di
Vol¬(1) -
  Dittam.  Canto  8.
            
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