Metadaten : Polloni, Bartolommeo: Raccolta di XII vedute della città di Pisa

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assegnandone  il  Vessillo  Religiosó  a  Ubaldo,  Arcivescovo  di  Pisa  (12).
di  Siena,  e  l'  Ugurgeri  ,  Pompe  Senesi,  citano  dei  fatti  occorsi  fri
Svegliatesi  le  fazioni  Guelfa,  e  Ghibellina,  divenne  quasi  tutta
le  due  Repubbliche  Senese,  e  Pisana  ;  avendo  a  ciò  dato  causa  il
l’Italia  nemica  di  Pisa  per  la  parzialità  di  questa  Repubblica  verso
favore  che  dai  Pisani  fu  reso  alla  famiglia  Abati  ,  che  con  il  loro
gl’Imperatori  :  nel  1260  nella  Battaglia  di  Montaperto  i  Pisani  Ghi
ajuto,  questa  s’impadroni  di  Grosseto  ,  allora  capo  luogo  della
bellimi,  d’unione  con  i  Tedeschi,  vinsero  i  Fiorentini  Guelfi  ,  ma
Provincia  inferiore.
scorso  il  1267  s’  infierirono  le  riferite  fazioni,  e  le  guerre  tra  i  Ve
Intorno  a  quest’  epoca  cade  in  acconcio  citare  la  vittoria  riportaneziani, -
  Genovesi,  Lucchesi,  e  Pisani  ,  in  modo  che  questi  ultimi
ta  da  Bonifazio  a  piè  del  Ponte  della  fortezza  con  successo  contranestarono -
  soverchiamente  indeboliti.
rio  ai  Gualandi  .  Di  questo  fatto  più  estesamente  dovrà  parlarsene
II  primo  passo  di  decadenza  per  Pisa  (reminiscenza  assai  dolonella -
  illustrazione  della  Veduta  che  porta  la  Torre  detta  la  Vittoriosa
rosa  in  tutta  l’estenzione  del  termine  )  fù  nel  1284,  epoca  in  cui
Nel  1341  Pisa  concluse  con  Genova  dei  preliminari  di  pace.
perderono  con  i  Genovesi  un  Conflitto  navale  nelle  acque  della
Tacciansi  molti  conflitti  che  circa  a  questo  tempo  ebbero  luogo
Meloria  (13).  E  sebbene  quei  prodi  non  mancassero  di  valore
tra  Fiorentini  ,  e  Pisani  ;  si  dica  però  che  di  nuovo  vittoriosamente
questi  furono  disanimati  dal  tradimento  del  loro  Ammiraglio
i  Pisani  fecero  ingresso  in  Lucca  ,  nel  di  11  Luglio  1342.  e  che  col
Conte  Ugolino  della  Ghelardesca  (14),  che  i  Pisani  perciò  ina
favore  del  Duca  di  Atene  tranquillamente  goderono  per  anni  15  tal
spriti  a  buona  ragione  lo  imprigionarono  ;  e  convocatosi  il  Consiglio
Signoria
in  S.  Sebastiano,  adesso  Chiesa  dei  Cavalieri  di  S.  Stefano  ,  vi  pre
I  Visconti  ,  i  Bergolini  ,  ed  i  Raspanti  afflissero  con  le  loro  fazioni
siedè  l’Arcivescovo  Ruggiero  (15)  ,  ove  fu  condannato  a  cruda  mor
la  nostra  Città  dal  1345  al  1347.  Nel  1348  un  morbo  pestilenziale
te,  insieme  a  due  figli  ,  e  due  nipoti  ,  dovendo  tutti  sorbirla  in  cuil -
  più  notabile  ,  serpeggiando  le  nostre  Contrade  ,  desolò  i  Pisani  in
pa  Torre  (16)  rinchiusi  e  privi  d’  ogni  nutrimento  .  Di  questa  orrida
modo  ,  che  come  referisce  il  Tronci  ne  restarono  vittime  7o  per  %
e  luttuosa  scena  ne  fu  poeticamente,  ma  poco  al  naturale,  dipinto  il
venendosi  ancora  cosi  a  notabilmente  snervare  le  forze  loro  .
quadro  dal  gran  Poeta  Dante  nel  Canto  33.  dell’  Inferno  della  sua
Più  oltre  le  surriferite  fazioni  riaccesero  gli  animi  loro  ,  ma  in
Divina  Commedia  ,  rappresentandoci  quegl’  Infelici  figli,  e  nipoti  del
fine  vennero  repressi  nel  1355.  dall’  Imp.  Carlo  IV.  in  modo  che
detto  Conte  Ugolino  della  Ghelardesca  da  Donoratico,  come  innocen
pervenne  a  domare  un  tanto  ardimento  ,  facendo  uccidere  i  più  preti, -
  e  di  tenera  età.  (17)
potenti  ,  ed  esiliando  i  meno  facinorosi.
In  seguito  riprese  vigore  la  fazione  Ghibellina,  e  di  nuovi  fasti
Nel  1365.  Giov.  dell’  Agnello,  cittadino  Pisano  (18)  resse  cosl
si  coronarono  1  Pisani,  riportando  più  ,  e  diversi  vantaggi  sopra  la
malamente  il  Governo  di  questa  sua  Patria  ,  che  finalmente  fú  a
lega  Guelfa;  e  nel  1314  fecero  ingresso  in  Lucca  ,  mettendo  a  sac
stretto  a  fuggirsene,  ed  in  seguito  mossosi  Egli  da  Milano  ai  danni
cheggio  tutta  quella  Città  ,  e  quindi  ,  come  scrive  il  Villani  «  do
nostri,,  fu  vigorosamente  respinto  da  quel  Capitano  Generale  Pietro
lorosa  sconfitta  del  29  Agosto  1315  fu  per  i  Fiorentini  .  Nel  1316
Gambacorta
per  opera  degli  stessi  Pisani  giustamente  Uguccione  incontrò  morte
Circa  a  quest’  epoca  fù  dai  Pisani  dato  in  dono  il  dominio  della
m  Lucca  ,  egli  che  volea  darla  a  Castruccio  Interminelli.
Città  di  Lucca,  all’  Imp.  Carlo,  come  stati  sempre  ligi  al  medesimo,
Nel  1320  il  Conte  Ranieri  della  Ghelardesca  (che  fu  molto  ap
ciò  facendo  per  viepiù  cattivarsi  l’  animo  suo.
prezzato  dal  Bavaro  )  dopo  la  morte  del  suo  nipote  Gaddo  fu  eletto
Nel  21.  Ottobre  1392.  P.  Gambacorta  fù  ucciso  da  Jacopo  d’  Ap
Capilano  Generale
piano  suo  Segretario,  in  atto  che  poneva  il  piede  nella  staffa  del  suo
Nel  1326  impegnati  i  Pisani  contro  il  rè  d’  Aragona,  allora  fu  che
Cavallo  alla  porta  di  sua  abitazione  per  accorrere  a  sedare  un  tuper -
  mancanza  di  fede  del  Giudice  d’  Alborèa  perderono  l’  Isola  di
multo  insorto  tra  il  Popolo  ,  macchinato  dallo  stesso  da  lui  benefi¬Sardegna -

cato  Vassallo  ,  che  non  solo  fu  suo  uccisore  ,  ma  ancora  aggressore
Nel  1327  Castruccio  ,  sempre  d’intelligenza  col  Bavaro,  otten
del  di  lui  figlio  Lorenzo,  già  accorso  in  difesa  del  padre,  il  quale  inne -
  a  forza  di  scaltrezza  di  essere  promosso  alla  dignità  di  Duca
felicemente  trovò  morte  sulla  soglia  del  Monastero  di  S.  Domenico,
di  Lucca  :  fu  egli  si  destro  ,  che  col  favore  dell’  Imperatore  ,  come
in  vano  cercato  avendo  un  sicuro  asilo  in  quel  Convento,  ov’  era
dice  il  Villani,  di  anni  4y  si  trovò  Signore  di  Lucca,  Pisa  ,  Pistosuperiora -
  la  B.  Chiara  di  lui  Germana  (19).
ja,  della  Lunigiana  ,  e  di  parte  della  riviera  di  Genova,  Lib.  X
Perdè  non  poco  la  nostra  Città,  mancatole  il  Governo  del  citate
Cap.  87.  Ma  portatosi  in  fine  a  soccorreie  Pistoja  ,  colà  lascjò  la
Gambacorta  ,  mentre  Egli  poderosissimi  vantaggi  recò  alla  Patria,
vita  nel  Settembre  del  1328.  Allora  accadde  che  tolto  ai  di  lui  finon -
  solo  con  le  armi,  ma  ancora  col  genio  suo  per  le  belle  arti  ,
gli  il  dominio  di  Pisa  ne  fu  dato  il  possesso  a  Tarlatino  Tarlati  di
talchè  può  dirsi  con  tutta  ragione  che  Egli  fosse  la  stessa  virtù  perso¬Arezzo -
  ,  Vicario  pro  tempore  dell’  Imperatrice  ;  ma  i  Pisani  mal  sof
nificata,  essendo  stato  sempre  intento  al  benessere  dei  suoi  Concit
frendo  tanta  sottomissione  ,  e  sempre  avvezzi  alla  libertà,  nel  1329
tadini:  lui  fù  che  nel  1382.  fece  erigere  sull'  arno  un  Ponte  di  marmo,
acclamarono  per  loro  Sigpore  il  Conte  Fabio  della  Ghelardesca
che  quindi  rovinò  nel  1635.
astringendo  il  Tarlati,  e  le  sue  genti  repentinamente  a  fuggirsene
Il  barbaro  d’  Appiano  ,  trafitto  che  ebbe  il  suo  Signore  ,  si  rese
Corrispondenti  all'  anno  133a  il  Malevolti,  il  Tommasi,  Storie
padrone  della  Città,  ma  poco  gode  di  questa  usurpazione,  essendo
            
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