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sotto di cui fu anche introdotta la stampa (1). Verso
l’anno 1484 si fecé una grande ampliazione delle mura
di Napoli verso oriente. Dalla chiesa del Carmine fino
a S. Giovanni a Carbonara furono costrutte le nuove
mura, che oggi si veggono ancora. Vi fu inclusa la strada -
che dicesi Lavinaro , perchè vi scorrevano le lave (2)
della città, e che era prima fosso delle sue mura, e fu
costrutta la gran piazza del Mercato , il quale si teneva -
prima presso S. Lorenzo maggiore. Le mura furono
fortificate, secondo il metodo di que’tempi, con cortine,
torri di piperno , fosso e controscarpa. L’architetto ne
fu Majano Fiorentino. Si fece allora la porta di S. Gennaro, -
la Capuana fu trasferita al suo sito attuale, la porta
Forcella divenne la presente porta Nolana , e la porta
del Carmine fu piantata dove è al presente. Sopra ciascuna
di tali porte fu posta la statua equestre del Re con queste -
parole: Ferdinandus Rex nobilissima patriæ.
Sotto Carlo V segui l’ ultima più grande ampliazione
delle mura di Napoli. Pietro di Toledo vicerè di questo
imperatore dilatò le mura da S. Giovanni a Carbonara fino -
alla collina di S. Ermo, e da qui fino a Castelnuovo.
Queste nuove mura da Carbonara, dove si univano alle
mura aragonesi , proseguivano per la piazza delle Pigne,
per le fosse del grano e pel Mercatello, legandosi colle mura -
angioine a S. Sebastiano. Torcevano quindi per la porta -
dello Spirito Santo e per la porta Medina , pel mona¬(1) -
Le prime opere stampate a Napoli nel 1471 furon quelle di
Bartolo da Sassaferrato, e di Andrea d’Isernia de Constitutionibus regni.
(2) Danno in Napoli questo nome a’ torrenti formati dalle acque
piovane. Per similitudine furon cosi chiamati i torrenti delle materie
fuse cruttate dal Vesuvio. Il nostro vocabolo vernacolo è divenulo te
cnico nella storia naturale. A Catania le lave dell’ Etna si chiamano
sciare.