Full text : Soldini, Francesco M.: Il reale giardino di Boboli nella sua pianta e nelle sue statue

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fra  le  braccia  stringendo  lo  fa  scoppiare  (Tav.  II.),  scorgendosi -
  nei  muscoli  di  queste  due  Figure  una  rigida  robustezza,  e
vigore  (*);  e  l’altro  Gruppo  ci  da  a  vedere  un  Aiace  morto
per  le  ferite  datesi  da  se  stesso,  quale  comparisce  sostenuto
da  un  Soldato  “Tav.  III.);  e  tutto  questo  insieme  benchè  si
tenga  come  un  pregiatissimo  lavoro  dai  bravi  intendenti  della
Scultura,  il  braccio  però  del  detto  Soldato  per  loro  giudizio
viene  sopra  tutto  lodato,  ed  ammirato.
In  fondo  del  Cortile,  e  dirimpetto  alla  Porta  principale
del  Palazzo,  ſi  para  d’avanti  una  ben  sollevata  Grotta,  dell’  altezża -
  pari  a  quella  del  Loggiato,  di  figura  ovata;  il  piano
della  quale  (eccettuato  lo  spazio,  che  occupa  una  ringhiera
per  tutto  l'interno  circondario  )  si  forma  d’  una  spaziosa  Peschiera
d’acque  vive,  che  si  mantengono  per  uno  zampillo  di  fontana, -
  che  dal  bel  mezzo  delle  acque  sorge  all’  altezza  di  dieci
e  più  braccia.  Grazioso  è  il  vedere  come  alcuni  Putti  di  marmo -
  vi  siano  stati  distribuiti  a  fior  d'acqua  in  atto  di  nuotare, -
  ed  in  qual  foggia  tutto  questo,  insieme  col  rimanente  che
saremo  ora  per  descrivere,  mirabilmente  s’accordi  alla  formazione -
  d’  una  deliziosa  veduta,  qualé  è  veramente  corrispondente -
  alla  maeſtà  e  gentilezza,  come  d’esso  Cortile  e  Palazzo,
cosi  dell'incomparabile  Giardino.
Pe  ’l  di  dentro  questa  Grotta
pertanto  apparisce  incrostata -
  a  Moſaico;  la  di  cui  volta,  di  vivace  colorito  dipinta,  viene -
  soſtenuta  da  ſedici  colonne
pietra  forte,  le  quali  sono
fram¬*) -
  Questa  bellissima  Statua  trovasi
gono  solo  l'  appresso  parole  Hercuincisa -
  al  Num.  XLIII.  nella  raccolta
lem,  qui  Romae;  e  l'Arduino  nella
di  Statue  antiche  e  moderne,  date
Nota  su  queste  medesime  parole  sogin -
  luce  in  Roma  da  Domenico  Rossi
giugne:  Meminit  hujus  signi  Cicero  Libi  2.
l'anno  1704.  colle  spiegazioni  di  Paode -
  Oratore  pag.  360.  Con  tutto  quelo -
  Alessandro  Maffei,  ove  alla  pag.  44.
ſto  però,  avvegnachè  molto  probabidice: -
  Nella  presente  Statua  del  Pale, -
  non  diamo  per  certo  che  Policlelazzo -
  Mediceo  di  Firenze  (che  potrebbe
to  fosse  lo  Scultore  dell'  antico  maraper -
  avventura  esser  quella  di  Policleto
viglioso  Gruppo;  e  ne  lasciamo  per
rammentata  da  Plinio  Lib.  34.  Cap.  8.
conseguenza  agli  Antiquari  la  libertà
non  solo  per  la  similitudine  della  Favodi -
  meglio  e  più  sicuramente  decidela, -
  ma  per  la  bellezza  &c.);  sopra  di
re,  o  d'applicarsi  anco  sulla  scorta
che  esaminato  detto  luogo  di  Plinio,
del  nostro  accenno  ad  un  esame  più
ove  discorre  di  Policleto,  vi  si  lega -
  dentro.
            
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