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E LUOGHI CIRCONVICINI,
Smannoro, ricattata la spesa. Chiunque considererà -
quanta connessione abbia l’opulenza de' Privati, -
colla Pubblica Felicità, e rifletterà che se
un Terreno rende buon Frutto al suo Padrone, e
Coltivatore, questo Frutto medesimo viene per
reflesso a giovare anche all' Universale del Paese,
non potrà sennonchè biasimare l' indolenza de
nostri Antichi, nell' aver lasciato per tanti secoli -
in preda all' acque una porzione tanto grande
di Pianura, e cosi in vista della Città. Eppure
Firenze, in tempo della Repubblica, non ha mai
avuto Terreni sementabili a sufficienza, e per accrescerne -
la quantità, ha fatto grandiose spese in
regolare l'Arno nel Piano di Ripoli, e nel Valdarno -
di sopra, e ne’ suoi Statuti aveva saviamente
provveduto, che non fossero lasciati incolti i Terreni -
di proprietà de' particolari. Non si sa adunque -
intendere, per quale contradizione di pensare, -
siasi tenuto perso un corpo tanto grande di
buon Terreno, quanto sarebbe stato quello dello
Smannvro.
Se per altro con erronea supposizione, replicasse -
qualcheduno, che tal premura doveva appartenere -
ai soli Padronati de' Terreni compresi
nello Smannoro, non già al Pubblico, o ai Governanti -
del Paese, è pregato a riflettere, che
le Acque Morte di esso Smannoro, cagionano nei
tempi noſtri un notabile pregiudizio alla salute
degli abitanti nel di lui circondario per la parte
di Tramontana, e indubitatamente lo devono aver
cagionato anche ne passati tempi, cioè sempre che
vi sono state Acque Morte. Imperciocchè conforme -
avvertii nel §. 90. del mio Ragionamento sopra
le Cause, e sopra i Rimedy dell Insalubrità d' Aria
della Valdinie vole, a c. 472. le acque che muoiono,
e sta-