Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

134.

   6. sole persone; l'vna delle quali suona due Tibie, e l'altra la Lira, ò Cetera, e vi si leggono l'istesse lettere scritte nella sopracitata medaglia. Ma l'intaglio di questa, s'è trasportato nel fine dopo Giulia al numero sei.
   Mentre durauano i Giuochi Secolari celebrati cento anni dapoi, che li solennizzò Augusto, vsò Domitiano di molte liberalità, non meno di denari, che d'altre varie cose distribuite al Popolo; frà le quali ne furono di quelle atte a suffumigare, & a mondarsi prima d'interuenire alli sacrificij, che in così fatta festa doueuano celebrarsi; peròche era di costume il purificarsi, spargendosi d'acqua, nella quale fossero stati estinti de'carboni tolti dall'altare, oue si faceua il sacrisicio, e ciò eseguiuano etiandio i Sacerdoti: mà non però sempre ad vn modo, perche, secondo la varietà de'sacrificij, variaua ancora la forma del purificarsi; & in questi specialmente de'Giuochi Secolari, doueuano oltre il mondarsi per la via suddetta, fare anche de'suffumigi col solfo, e con l'incenso; e così fatte cose si conteneuano ne'due vasi posti a'piedi dell'Imperadore; il quale adoperaua nel distribuirle, la Patera, come instrumento più accommodato à prenderle, à porgerle, & à bene scompartirle; parendo massimamente, che vna ve ne sia nella mano di colui, che di già hà preso da Domitiano la roba donata, come
   7. dalla medaglia decretata dal Senato, per memoria di cotale liberalità, si raccoglie; poiche oltre la testa coronata di Lauro, e lettere: IMP.CAES.DOMIT. AVG. GERM. COS. XIIII. CENS. PERP.P.P. dimostra nel rouescio l'Imperadore sedente sopra di vn palco, à piedi del quale sono due Cesti, ò Vasi, l'vno per lato; & egli, ad vna persona togata, che gli stà incontro, stende la destra col destinato donatiuo: essendoui pur'anche vn fanciullo, parimente togato, che alzando le braccia, stà con mani aperte attendendo ciò, che l'Imperadore è per dargli; e come si legge nel dintorno: PONT. MAX. TR. P. VIII. LVD. SAEC. così nel giro del palco, là doue posano i piedi del Principe, stà scritto: SVF. P.D. cioè: Suffimenta Populo Data.
   Celebraua Domitiano, in qualunque anno, nel Monte Albano la festiuità di Minerua; la quale perche faceuasi in cinque giorni, ouero perche era principiata cinque giorni dopo gl'Idi del mese di Marzo, fù detta Quinquatria. Rinouauasi nel primo giorno la memoria del suo nascimento, nè era lecito in esso il far sangue, ò l'vccidere alcuna vittima; e solamente con prieghi, voti, & odori si adoraua. Ne gl'altri giorni si sacrificauano Tori bianchi, ò delle Giouenche indomite con le corna dorate. Ordinò per tal conto vn Collegio di Sacerdoti, traendo di essi vn certo numero, che come procuratori di tale vfficio, haueuano la cura de'Sagrificij fatti nel primo giorno, e di rappresentare Caccie magnifiche, & altre feste,
   8. e Giuochi, insieme con delle Comedie, e delle Tragedie. Si vede però la seguente medaglia con inscrittione: IMP.CAIS.DOMITIAN.AVG. GERM. COS. XI. che hà nel rouescio il Tempio fabricato su'Colonnati; nell'atrio del quale stà, sopra di vn'altare, il simulacro di Minerua, e l'Imperadore, con l'habito Sacerdotale, e la Patera nella destra, che vi stà sacrificando: essendoui le lettere: S.C.
   Non fù Domitiano prudente, nè letterato, nè armigero: anzi come persona neghittosa, non conoscendo, ò non curando il pregio del tempo, staua per alcune hore del giorno, in luogo solitario, à prendere mosche, & ad infilzarle: con tutto ciò hebbe in singolare veneratione Minerua, dandosi à credere d'essere certamente figliuolo di lei, e volle, che anche gli altri ciò credessero, e che qualunque sua operatione seguisse col consiglio di cotal Dea; il
   9. simulacro però della quale si vede in molte medaglie di Domitiano; e l'vna lo dimostra vestito donnescamente, mà con la destra armata d'hasta in vista di lanciarla, e che con la sinistra tiene imbracciato lo scudo, hauendo il capo coperto di celata: nè altro vi si legge, che S.C. Volle Minerua, per mostrarsi più terribile nelle battaglie, portare sù lo scudo, che era di lucido cristallo, duro, e trasparente, e tal volta nel petto,il capo spauenteuole di Medusa, che l'istessa forza di prima ritenne nel trasformare gli huomini in pietre; il quale abbigliamento chiamauasi Egide: mostrandosi con ciò la forza del sapere, e della prudenza, che con l'opere marauigliose, e co'saggi consigli fà stupire, e quasi conuertire altrui in sasso per la marauiglia.
   
   10. Vi è vna picciola medaglia, che hà nell'vn lato la testa di Minerua armata di elmo, inscrittione suddetta: e COS. XIV. e nell'altro vna Ciuetta con S.C. Io tengo, che cotal testa fosse di Domitia, amata da lui singolarmente, vedendosi molto giouanetta, e rappresentata
   11. in forma di Minerua: secondo egli volle, che le fossero stampate delle medaglie in altre
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