Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

127.

di procurarsi l'amore, la beniuolenza, e l'vnione dell'auuerso fratello; e vi si legge: PIETAS AVGVSTA S. C.
   Dichiaratosi Tito, che dal giorno, ch'egli hebbe l'Imperio, stimò, e tenne Domitiano suo fratello per compagno, e per successore nel Principato, e come tale lo trattò, non ostante le
   16. continue machinatìoni di lui: si vede pertanto l'altro rouescio di vna medaglia, che lo dimostra in piedi insieme col sratello, amendue in atto di porgersi le destre; nel cui mezo stà vn globo, simbolo del mondo, ouero del gouerno di esso, e vi si legge: PROVIDENTIAE AVGVST. S.C. La Prouidenza, che è parte principale della Prudenza Ciuile, dirizza le cose da venire con preseruatiui, acciòche non seguano de'mali, & oppone rimedij per quelli, che potessero nascere, e per essa più s'assomigliano i Principi a Dio, del quale è proprio il preuedere, e'l prouedere al tutto. Ne adoperò Tito, ponendo Domitiano a parte nel Gouerno dell'Imperio: ò lo sacesse per fortisicarne la successione, ò per vietare in simile modo, ch'il fratello, verso di lui male inclinato, non intentasse, per cotale rispetto, delle nouità.
   Stimò il Senato essere sua felicità, e del popolo, l'hauere vn Principe della bontà, e del valore di Tito: massimamente, che egli, per cagione di vn'incendio, che per trè giorni seguì in Roma, volle, che del prezzo de gli ornamenti del suo palagio, si rifacessero i Tempij rouinati per tale infortunio, e prouide, con ogni rimedio, ad vna crudele peste, che suscitò in tempo di lui. Non fù meno liberale di qualunque suo antecessore, hauendo lasciato di riscuotere le solite collationi, e tributi, e donato de'Congiari al popolo, e fatte altre opere; per le quali ben potè giudicarsi quel secolo essere sotto di vn simile Principe felice, e rappresentarne etiandio il segnale, che se ne vede in medaglia con testa, e lettere: IMP. T. CAES.VESP.AVG. P.M. TR. P.P.P. COS. VIII. e nel rouescio vna Donna in piedi nobilmente vestita, con l'hasta nella destra, e'l Cornucopia nella sinistra mano, essendoui scritto: FELICIT. PVBLIC. S.C. secondo si vide simile in Vespasiano. Felicità publica può stimarsi quella di hauere vn Principe, che indirizzi le operationi sue alla vita perfetta col mezo della virtù, e che tutto tenda al beneficio, non meno di se medesimo, che de'popoli.
   Mentre il Mondo si rendeua vago delle amabili, e virtuose attioni di Tito, che come animoso nella guerra, e giusto nella pace, fù tenuto degno, e gran principe; terminate, che furono con applauso vniuersale le feste, che si celebrarono per cagione della consecratione dell'Ansiteatro, eglinel quadragesimo secondo anno della sua vita, e nel secondo, e due mesi, e venti giorni d'Imperio, sù dalla morte, con publico dolore, oppresso. E perche, nondimeno, il peruerso fratello di lui lo consacrò, se ne vede pertanto il rincontro nella medaglia, che rappresenta la Statua di Tito in habito Consolare; la quale col capo radiato, con l'hasta nella sinistra mano, e con vn ramoscello nella destra, stà presso di vn Ara sedendo, e vi si legge; DIVO AVG. T. DIVI VESP.F. VESP. nè più oltre si conoscono le lettere corrose dal tempo. Nel dintorno del rouescio stà scritto: IMP. CAES. DIVI VESP. F. DOMIT. AVG. P.M. TR. POT. S.C. Vna simigliante medagli si è veduta in Augusto, e solo differisce nelle lettere.

128.
FVLVIA AVGVSTA.


   SI diffe, che in vita priuata, hebbe Tito per moglie Arricidia figliuola di Tertullo Caualiere Romano, la quale morì, senza hauergli generati figliuoli. Dopo questa, si sposò in Martia Fuluia di nobile famiglia, & hauendogli partorito Giulia, fù da lui repudiata. Ciò seguì prima, che egli giungesse all'Imperio: onde non sò comprendere la cagione, che persuase alcuna delle Città di Grecia, a rinouare, in medaglia la memoria di cotal Donna, se non sifece per auuentura in gratia di Giulia di lei figliuola, ò in riguardo di alcun benesicio
   17. riceuuto da Tito. Si vede pertanto l'e ffigie di Fuluia figurata con assai vezzoso sembiante in medaglia con lettere: ΦΟΥΑΒΙΑ ΣΕΒΑΣΗ, cioè: Fuluia Augusta; & hà nel rouescio per
   18. mio parere, Diana Cacciatrice in vestir breue, e succinto, & in atto di caminare mentre solleua la destra, e stringe con la sinistra vn picciolo dardo, con portamento su'l capo alla simiglianza de'Parti, e vi si legge: ΑΡΓΕΙΡΙΩΝ cioè Argyraeorum: Popoli dell'Acaia. E perche potrebbe riuocarsi in dubbio, che essendo stata Fuluia repudiata da Tito prima, che egli imperasse, 

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