Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

124.

cui virtù era d'introdurre la Pace, e la Concordia là, doue appariua cotal segno.
   Non restò il Senato, per fine di mostrare, che tal Principe fosse conforme al cuore del Publico, di stampare l'altro rouescio col buon Genio di lui giouane ignudo, nella guisa, che fù descritto in Nerone, e col titolo: GENIO AVGVSTI S.C. Festeggiauano, e faceuano sagrifιci gli Antichi nel giorno di Natale, detto del Genio de'Principi loro; per la cui memoria sι stampauano sιmili medaglie,
   Il Marte Gradiuo con s.c. che sι vede impresso nella medaglia di Tito, sù decretato, per mio parere, volendo mostrare. ch'egli così nella speditione della Giudea, come ne gli altri carichì di guerra esercitati da lui, non tralasciò in contò alcuno la vigilanza, e l'altre parti, che conuengono al Capitano, per condurre l'imprese a felice fine; percioche sι vede il Marte Gradiuo in atto di caminare, di lanciare, di portare Trofei, & in sιne tutto pronto all'operare, & al riceuere le opportunità, quantunque improuise, di ben fare i suoi fatti. Il che, quanto confacesse a Tito, leggansι i progressi diffusι della vita sua militare, che espressamente vi si comprenderà: ma sopra di simile Marte si è fauellato altroue.
   Furono rappresentate entro vna medaglia di Tito trè Insegne militari sitte co'calci in terra, con le sole lettere: s.c. Si vede in quella di mezo l'Aquila; e forse ciò auuenne per serbare la memoria delle Legioni a lui già commesse, e dalle quali veniua particolarmente amato: ouero per mostrare la Fede serbatali da gli eserciti. Ma delle simili Insegne si sono vedute in Galba.
   Non perdonò Tito giamai a fatica, nè a se stesso: che anzi il primo si espose molte siate valorosamente, di persona, a pericoli, correndo sopra i nimici, o precedendo l'esercito ne gli assalti de'luoghi. La onde, per serbare eterna la memoria dell'ardire suo, e de'pericoli
   6. corsi, vi è l'altro rouescio con lui medesimo a cauallo, che armato, vibrando l'hasta, si spinge sopra l'inimico, e vi sono le sole lettere: s.c.
   Il rouescio con la sigura dell'Equità, che stando in piedi, sostiene la bilancia, & appoggia la sinistra ad vn hasta con lettere: AEQVITAS AVGVST.S.C. gli fù conueneuolissima; percioche trattò sempre il Popolo con piaceuolezza, e con humanità, nè tolse giamai cosa alcuna à veruno: anzi fù in tutte le sue attioni giusto, clemente, liberale, e piaceuole. Mail simulacro di simile virtù si è parimente veduto in Vitelìio, e si vedrà in Pertinace, & in altri, contra quello, che ne scrisse il Coul nel suo discorso della Religione antica Romana, cioè, che l'vsanza di fare le bilancie al simulacro dell'Equità, non passaua le medaglie di Claudio, c di Nerone.
    Hebbe comuni, col Padre Vespasiano, i rouesci delle vittorie di Terra, e di Mare; poiche gouernando con esso l'Imperio, gli furono participati dal Senato gli honori, che si attribuiuano
   7. al Padre. Ma però due simulacri di esse, che non sono tali in Vespasiano, si raccolgono
   8. in questo luogo; e la Vittoria senza ale, con la palma, e la Corona d'alloro si tiene fosse fatta tale da Tito con proponimento, che non hauendo, con che volare, non douesse mai partire da lui.
   La Deità sedente della Concordia posta in Vespasiano, si vede nelle medaglie di Tito; ma a questo più particolarmente pare, che fosse conueneuole; poiche auuisato il Padre, che l'altro figliuolo Domitiano daua di sè mal nome in Roma, si studiò Tito di persuaderlo a non alterarsene, per semplici relationi di Calunniatori, e di serbarsi sincero, e placabile al proprio figliuolo: concludendo, che nè anche tra essi fratelli sarebbe stata giamai buona concordia, mentre egli, che era Padre, non ne daua loro esempio. La Concordia nel publico, e nel priuato, fù sempre produttrice di molti beni, poiche dall'vnione de gli animi in vna sola volontà questi germogliano, e s'auanzano in prò di ciascheduno. Tito, che era di ottimo volere, procuraua, che la Concordia fosse specialmente nella sua Casa, e che l'auuerso fratello si conducesse ad esser concorde con esso, e col Padre.
   Le due Annone, che nel sesto, e nell'ottauo Consolato di Tito si veggono nelle medaglie
   9. di lui, rappresentandosi, l'vna con Donna sedente, e'l Cornucopia, e lettere: ANNONA AVGVSTI s.c.e la seconda con Donna in piedi, che non pur hà il Cornucopia nella sinistra mano, ma sostiene con la destra il Palladio; dal cui lato si vede in terra il Congio, o vn cesto con delle spiche di grano; e dall'altro vn timone di Naue con lettere: ANNONA AVG. s.c. danno ad intendere la special cura, che insieme col Padre, hebbe cotal Principe di operare,
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