Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

122.

di Vespasiano, disegnato la seconda volta Console: CAESAR. AVG. F. DES. Caesar Augusti filius designatus: s'iniende Domitiano minor figliuolo Cesare solamente, e Console disegnato.
   
   14. All'opinione commune, che questo sia il celebre Tempio della Pace, pare, che contradica il vedersi nel mezzo la statua di Gioue sopra la sua base con l'hasta. Sembra più tosto essere il Tempio di Gioue Capitolino, doue con Sabino rifuggì Domitiano; & essendo stato arso da Vitelliani, fù rifatto da Vespasiano; come riferiscono Tacito, Suetonio, e Dione.

123.
TITO.


    NON entrò nell'Imperio Romano Principe in peggiore stato di gratia, nè con più mal nome nel publico di quel, che auuenne di Tito; percioche posto dal Padre a parte del gouerno, fattiui ammazzare alcuni a lui sosperti, si acquistò nome di crudele: come dal tenersi Berenice per Donna, e dalla pratica hauuta con giouinetti, la conseguì di dishonesto. Ma giunto ad essere Imperadore, dopo il Padre, dato bando a ciascuna delle cose, che gli recarono biasimo, riuscì tanto buon Principe, che nesù detto l'amore, e la dilitia del genere humano. Nacque in Roma, e s'alleuò con Britannico Cesare in Corte: hebbe facile la Latina, e la Greca lingua, e si esercitò nel caualcare, e nel maneggio dell'armi, & in varie scienze: conseguì il Tribunato della Militia nella Germania, e nell'Inghilterra, e ne riportò fama, e riputatione. Di Arricida sigliuola di Tertullo Caualiere Romano, e Capitano de'Soldati Pretoriani, che prese per moglie, non hebbe figliuoli: ma rimaritato in Martia Fuluia nobile gentildonna, & hauutane Giulia, ricusolla. Fatto Questore, Capitano, e Colonnello d'vna Legione in Giudea, vi espugnò Tariclea, e Gamala, & in fine, sotto gli auspici dell'Imperadore Vespasiano suo Padre distrusse la gran Città di Gierusalemme, che conteneua due millioni, e passa settecento migliaia di assediati; nel colmo delia quale allegrezza fù chiamato Imperadore dall'esercito. Ricondotto in Roma, & entrato a parte dell'Imperio, e del Gouerno col Padre, trionfò con esso della
   1. Giudea. Si vede impressa in medaglia, non pur la sua effigie con inscrittione: IMP. T. CAES. VESPASIAN. AVG. P. M. TR. P. P. P. COS. III. cioè: Imperator Titus Coesar Vespasianus Augustus, Pontifex Maximus, Tribunicia Potestate, Pater Patrioe, Consul tertium, ma nel rouescio è vna bella, & ornata Quadriga con lui stesso ttionfante, e lettere s.c.
   
   2. A questa aggiunse il Senato l'altra medaglia con l'arbore del Dattero, che dall'vn lato di esso mostra il simulacro della Giudea mesto sedente, e dall'altro vn cattiuo con diuerse armi,
   3. che egli hà da lati, e lettere: IVD. CAP. S. C. cioè: Iudoea Capta.
   Già si disse in Vespasiano, che dichiarò Tito Compagno suo nell'Imperio, che disegnò Domitiano per la seconda volta Consolo: la onde il Senato, per serbare la memoria di simile
   4. attione, decretò all'hora, come si può credere, la medaglia con testa laureata, e lettere T. CAES. VESPASIAN. IMP. PONT. TR. POT. COS. II; e la Statua Equestre di Domitiano con lo scettro nella mano sinistra; e vi si legge: CAESAR DOMITIAN CONS. DES. II. S. C. cioè: Coesar Domitianus Consul, Designatus secundum.
   Fatto Tito Censore insieme col Padre, secondo gli fù compagno nel Tribunato, & in sette Consolati, decretò il Senato la medaglia con testa di lui assai giouinetta, e lettere: T. CAES. IMP. PON. TR. P. COS. II. CENS. contiene nell'altro lato la Speranza con s. c. intorno la quale si scrisse a bastanza in Claudio. Non restò punto defraudato il Publico di quella, che prese del buon gouerno di Tito, ad honore del quale fù stampata simile medaglia, poiche in qualunque cosa egli adempì interamente la Speranza, che dalle prime sue attioni, entrato che fù al totale gouerno dell'Imperio, si hebbe di lui.
   Volendo mostrare il Senato quanto esso, & il Publico haurebbono corrisposto al buon concetto, dell'ottimo gouerno di Tito, decretò la medaglia con testa laureata, e lettere: TI. CAES. VESPASIAN. IMP. III. PON. TR. P. II. COS. II. e'l rouescio di due mani, che giungendosi
   5. insieme, stringono due spiche; nel cui mezo è il Caduceo, e vi si legge: FIDES PVBLICA S.C. intendendosi ciò per la Fede publica verso di Tito, dalla quale molti beni poteuano nascere in prò della Republica, e di se stesso, rappresentati nelle spiche, e nel Caduceo; la 

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