Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

108.

nell'vna delle mani, per dimostrare l'Imperio di lui, e'l serbarlosi, che intendeua fare, sotto il Dominio dell'Imperadore Otone. La Felce è intesa per la sicurezza, hauendo occulta proprietà di tenersi lontane le nociue Serpi, e però se ne orna il simulacro della Securità.
   In quel tanto, che simili cose, per gloria d'Otone, s'andauano decretando in Roma, gli Eserciti della Germania inalzarono all'Imperio Aulo Vitellio; con li quali venute le genti di Otone a giornata, e restate vinte, stimando egli esser meglio, e più conueniente cosa, che vno morisse per molti, e non molti per vno; dopo hauer distribuite robbe, e denari a'suoi amici, e confortato Lucio Titiano di lui fratello, e Saluio Cocceiano figliuolo di esso Lucio, e raccommandate le sue ceneri a Messalina di Nerone, che s'haueua disegnata per moglie, feritosi col pugnale morì e benche ne riportasse lodi, e l'amore de'Soldati, molti de'quali, là doue il corpo di lui fu bruciato, se stessi vccisero: volendosi, che la pietà verso la patria, e'l sangue ciuile conducesse Otone a cotal fine; nientedimeno, non perche egli operasse da huomo forte, nè da sauio, fuggendosi per tal guisa dalla vita: che anzi doueua attendere prima ciò, che la Fortuna portasse; massimamente, che non ostante la rotta riceuuta, non gli mancauano forze, per rinouare la guerra con Vitellio, nè gli animi de'Soldati poteuano esser verso di lui più disposti, e pronti a ritentare la sorte con nuoua battaglia. Ma tutto fù giuoco della Fortuna, che suol cangiare in miseria anche le somme felicità. La vita di Otone fù di trentadue anni, e nouantacinque soli giorni hebbe d'Imperio.
Figure
Type: drawing

    HAVENDO finalmente, dopo tanti secoli, la Curiosità vinto la pertinacia del Tempo, in tener sepolte le Medaglie di Otone in rame non vedute, e non credute auanti, trouandosene Greche, e Latine di ogni metallo, ed in tanto numero, che se n'è tolta affatto la questione; Noi per supplire
   4. il luogo, che manca nella presente Tauola, ne portiamo vna bellissima, e conseruatissima della serie mezzana del Cardinale Massimi, hoggi nel Tesoro della Maestà della Regina Christina, dal consenso di tutti celebrata; dal lato della testa si legge
: AYTOK. MAPK. ΟΘΩΝΟΣ. ΚΑΙΣ.ΣΕΒ. Imperatoris Marci Othonis Caesaris Augusti. Nel rouescio è scolpita la testa del Dio Serapide col modio in capo, e con la nota dell'anno: LA Anno primo. Si trouano altre Medaglie di bronzo di Otone con Iside ancora, e Canopo, essendo state battute in Egitto, per la ragione addotta da Tacito, che contrastando egli dell'Imperio con Vitellio, questa Prouincia con altre Orientali si teneuano in suo nome, & alla sua diuotione: Iudaicum exercitum Vespasianus, Syriae Legiones Mucianus sacramento Othonis adegere; simul AEgyptus, omnesque versae in Orientem Prouinciae, nomine eius tenebantur.
    Nelle Medaglie annotate nell'Occone, lasciatomi da Leonardo Agostino Nobile Aniquario, vna se ne vede Latina mezzana restituita da Tito. Intorno la testa: M. OTHO CAESAR AVG. TR. P. IMP. P. P. Nel mezzo il rouescio vi è il Decreto del Senato, con le due lettere grandi S. C. IMP. TITVS CAES. DIVI VESP. F. AVG. REST. sotto la Medaglia dall'istesso vi è annotato: Questa sola medaglia si è veduta di metallo di questo Imperatore, la quale si troua nello Studio del Sereniss. di Parma in Roma, antica senza alcun dubio. 

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