Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

104.

e che dimostra nell'opposto lato vna Donna in piedi, vestita di schietta Tunica, col Pileo nella
   10. destra, & vn'hasta nella sinistra mano, e titolo: LIBER TAS AVGVST. e per lo trauerso: R. XL. S. C. cioè: Remissa Quadragesima. Senatus Consulto; denotando, che col liberare i Popoli dalla grauezza della quarãtesima parte di quello, che si litigaua, ripose la primiera libertà ne'litiganti: nè è senza argomento di beneficéza in cotal Principe quello, che ne afferma Suetonio, che dopo la morte di lui, come prima fù lecito al Senato, ordinò, che fosse posta la Statua sopra vna Colonna rostrata in quella parte della Piazza, doue egli fù empiamente tagliato à pezzi.
   Gouernando Galba gli Eserciti della Spagna, non gli furono nascosti gli ordini dati da. Nerone in pregiudicio della vita di lui, nè lasciò di stare auuertito, per non esser colto senza auuedersene; e mentre dimoraua in cotal sollecitudine, fù persuaso da più lati ad accettare l'Imperio: ma sopra tutti ve lo riscaldò grandemente Tito Giunio Capitano delle sue guardie; perloche salito nel Tribunale ad effetto di parlare a'Soldati intorno la liberatione de gli Schiaui, non terminò il suo ragionamento, che dall'esercito fù acclamato Imperadore: ma non accettando egli così fatto titolo, si dichiarò esser solamente Commissario del Senato, e Popolo Romano. Le due attioni narrate l'vna della liberatione de'Schiaui, e l'altra del dichiararsi, che fece non Imperadore, mà Commissario del Senato, mi reca la cagione di applicare
   11. alla prima il simulacro della Libertà publica, che si raccoglie nel rouescio di vna medaglia di lui, e che pur è Donna, che stando in piedi, sostiene con la destra vn piccolo Pileo, e s'appoggia con la sinistra ad vn hasta, con lettere: LIBERTAS PVBLICA S. C. se però non si volesse pensare, che tal medaglia fosse battuta all'hora, che publicata in Senato l'adottione, fatta da lui di Pisone, egli espresse con molto ardore le seguenti parole riferite da Tacito, che così suonano in lingua nostra: Se questo corpo smisurato dell'Imperio potesse stare da sè, e reggersi senza chì lo sostenesse, niuno era di me più atto a dar principio alla libertà: ma siamo hora già caduti in questa necessità, che non può la mia vecchiezza giouare con altro al Popolo Romano, che col prouedere di vn buon successore: poi soggiunse: Sotto Tiberio, Caio, c Claudio siamo stati come heredità di quella famiglia. Sarà hora in vece di libertà l'hauer dato principio all'elettione; & estinta la Casa de'Giulij, e de'Claudij, seruirà l'adottione, per ritrouare i migliori.
   Mà continuando di applicare anche il rouescio dell'altra medaglia, che ci dimostra il simulacro
   12. della Pace in piedi, la quale porge vn ramoscello d'oliuo con la destra, e sostiene con la sinistra il cornucopia, con lettere: PAX AVGVST. S.C. non posso altro credere, se non che essendosi trouato all'hora Galba in pensiero di non accettare il titolo d'Imperadore, come chì determinaua d'vsare più tosto il carico di Capitano, ò di Commissario, per procurare con le forze del suo esercito, in tanti riuolgimenti di cose, la Pace al Senato, & al Popolo Romano, gli fosse dapoi per memoria di cotal sua ottima volontà, decretata essa medaglia. E propria virtù de'Principi il far nascere, e'l mantenere la Pace nelle Città, e ne'Regni, & abbassare l'arroganza de'Superbi, che la perturbano. Nel cornucopia, che si dà al simulacro di essa, si rappresenta l'abbondanza de'beni da quella cagionata, come il ramo dell'oliuo denota la mitigatione de gli animi adirati.
   Deesi hora portar l'altra, che contiene l'Allocutione fatta da Galba all'esercito, quando volle adottarsi per figliuolo, e per herede nell'Imperio, Pisone Frugi, giouane di spirito, e dotato
   13. di virtù. Ciò appare dunque nella medaglia, che oltre la testa, e lettere descritte, contiene nell'opposto lato l'Imperadore armato di corazza, e col Paludamento gittato sù le spalle, che tenendosi accanto il sudetto Pisone, dopo hauerlo mostrato a'Soldati, e publicatolo per suo figliuolo, stà tuttauia sopra di vn Tribunale in piedi, parlando all'esercito, che d'intorno lo ascolta; vedendouisi le insegne militari, e tra'Soldati, vn Cauallo, e'l Labaro, segnale, che anche la Caualleria fosse iui ad vdirlo, e vi si legge: ADLOCVTIO S. C.
   Pensò ben Galba di frenare con l'adottione fatta di Pisone Frugii mouimenti, che come Principe stimato crudele, & auaro, e che si lasciasse gouernare da'suoi fauoriti, si andauano suscitando contra di lui: mà più tosto aggiunse, con ciò, stimoli ad Ottone, che vedendosi escluso dal pretendere, ch'egli faceua, di essere adottato, non si acchetò fin che non vide per opera propria, e de'suoi parteggiani, non solo affatto commossa la seditione de'Soldati, ma l'Imperadore istesso tagliato a pezzi, e che non gli venisse anche recata la testa del misero Pisone. Fù morto Galba nell'età sua di 73. anni, e dopo esser stato solamente sette mesi Imperadore. 

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